Uno dei territori che ha saputo valorizzare al meglio il proprio paesaggio rurale e dare, quindi, un valore aggiunto ai propri prodotti enogastronomici è sicuramente la Toscana, che detiene vari primati anche come territorio olivicolo: tra i primi a mettere a punto l’arte del blending per creare oli che andassero incontro alle esigenze dei consumatori, ma anche i primi a scoprire i pregi e il valore aggiunto della produzione di oli monovarietali. Il merito va alla sua tradizione agricola di lungo corso che vede le prime tracce storiche sull’olivo risalenti al VII secolo a.C. in quella che prima era conosciuta come Etruria. Un primo periodo di sviluppo si ebbe nel Medioevo con le ricche famiglie fiorentine e senesi che lasciavano i poderi a mezzadria, ma la vera svolta si ebbe nel Settecento con l’Accademia dei Georgofili che introdusse nuove tecniche agronomiche.
Oggi la Toscana dell’olio è una delle aree del Belpaese che meglio riesce a valorizzare i propri prodotti attraverso una comunicazione efficace sia sul fronte interno sia su quello estero, grazie all’esperienza accumulata sul vino e sull’aspetto paesaggistico e rurale che viene percepito, anche qualitativamente, come valore aggiunto. È dunque una regione che vanta diversi grandi produttori e oli premiati con le Tre Foglie, massimo risultato nella guida Oli d’Italia del Gambero Rosso.
L’estate calda e siccitosa ha creato gli stessi problemi registrati nel resto della Penisola, per arrivare alle piogge di settembre che hanno permesso di iniziare la campagna con un certo ottimismo sia sul fronte dei volumi che della qualità. Le alte temperature però hanno creato qualche problema anche durante la fioritura e l’allegagione non permettendo una condizione di piena carica durante queste fasi. Nonostante queste difficoltà la produzione di quest’anno vede il segno positivo con un +27% rispetto al 2021, portando così la produzione a circa 14mila tonnellate, ancora un po’ distante dalla sua media degli ultimi anni di 15.500.
Frantoio, Leccino, Moraiolo, Maurino, Correggiolo, Lazzero, Pendolino sono solo alcune delle varietà che quest’anno ci hanno regalato assaggi emozionanti ai quali ormai la Toscana ci ha abituati da tempo. Andiamo a vedere quali sono stati i prodotti top di questa annata.
a cura di Indra Galbo
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