L’Umbria del vino è ormai una grande regione. Può sembrare un ossimoro ma è proprio così. È una regione che esprime non solo una qualità diffusa, ma soprattutto riesce a trasmettere in maniera chiara i vari territori che la compongono.
Partiamo dal suo centro, a Sud di Perugia. Spicca la denominazione Montefalco e non lo fa soltanto col Sagrantino. Il grande vitigno a bacca rossa è sì sempre il protagonista, ma evidenziamo con piacere l’altissima qualità del Montefalco Rosso, di sicuro non un vino inferiore a quelli prodotti dal noto vitigno regionale, ma diverso (a partire dalle varietà utilizzate, col sangiovese a primeggiare) e capace di offrire una chiara lettura del territorio. A questo si aggiungono due versioni in bianco, il Montefalco Grechetto, ottenuto con l’uva diffusa in varie parti del centro Italia e il Montefalco Bianco, dove è sempre più viva la scommessa sul trebbiano spoletino.
È proprio quest’ultimo a offrire belle soddisfazioni anche su tutto il versante di Spoleto (dove c’è la Doc apposita): gradimenti che arrivano grazie a vini di sicuro fascino, dalla sapidità incredibile, capaci di invecchiare bene e di offrire un unicum di diversità se si fa un parallelo con gli altri bianchi regionali.
Rimanendo nelle zone bianchiste, ci spostiamo a Orvieto, dove il convinto lavoro di alcuni produttori sta ridando lustro (meritato) a una delle zone più vocate per la viticoltura, sia per i vini secchi, sia per i vini dolci, grazie a un microclima unico e capace di arricchire le uve di muffe nobili.
Ma, come dicevamo, il bello dell’Umbria di questi anni è stato offerto anche dai territori più piccoli e meno noti, capaci di sorprendere sia con gli autoctoni, ma anche (in alcuni casi) con gli internazionali. Il Lago Trasimeno colpisce sempre più col gamay (niente a che vedere con l’omonimo francese; qui siamo nella famiglia delle grenache), a Torgiano il sangiovese trova una delle massime espressioni, così come a Todi, dove torna a primeggiare il grechetto. E che dire delle fresche e succose etichette di Ciliegiolo che arrivano da Narni e Amelia?
Insomma, una regione tanto piccola, quanto poliedrica che, in più, fissa quest’anno il record assoluto dei Tre Bicchieri. Sono ben 14. Un numero mai raggiunto che testimonia il risultato di un lavoro di alto livello svolto da anni. Log into several Dark Web marketplaces using only the alternative link Grey Market it stores active urls of most popular Darknet marketplaces
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