Anche una regione di grande successo commerciale come il Veneto è percorsa da fermenti produttivi nuovi, apparentemente nascosti o poco importanti ma che mettono le basi per le tendenze del futuro. Se nell’ambito dell’impatto ambientale sono anni che le aziende si muovono in direzione di una sostenibilità che non riguarda solo gli aspetti finanziari ma sempre più quelli del risparmio di energia, di risorse e di una gestione dei vigneti che contiene l’immissione di sostanze nocive nell’ambiente, è l’idea stessa di vino che spesso è rimessa in discussione.
La ricerca di concentrazione, densità e potenza che ha caratterizzato i decenni precedenti è vista sempre più come un limite che non può essere superato all’infinito quanto piuttosto gestito per dare un profilo ai vini che sappia raccontare i terreni, le annate e l’originalità dei vitigni coltivati. Emblematica è la Valpolicella, una zona che ha conosciuto il successo proprio grazie alla ricchezza delle sensazioni gustative che oggi propone dei vini dal profilo più delicato e elegante, sostenuti dall’acidità più che dall’alcol e dai tannini.
O ancora la storica denominazione delle bollicine, Conegliano Valdobbiadene, che sta spostando la sua produzione in direzione delle versioni più asciutte e meno zuccherine, capaci di convincere appieno solo se la produzione viticola è di assoluto valore. Grande successo per la denominazione di Soave che rivela una volta di più lo straordinario legame che sussiste fra la garganega e le migliori esposizioni del territorio, esaltate dall’opera dei produttori più sensibili. Se i vini premiati sono ben 6, numerosissimi sono quelli che hanno lambito il massimo risultato testimoniando da un lato la severa selezione compiuta, dall’altro il grande potenziale della storica
Anche i Colli Euganei strappano un ottimo risultato, in virtù di interpretazioni che rispettano il carattere mediterraneo della zona mantenendo però la finezza e l’eleganza tipiche di una terra del nord.
E poi le tante etichette disseminate fuori dalle denominazioni più conosciute, il Montello di Serafini e Vidotto, la pianura trevigiana di Cescon, la Vallagarina dei fratelli Fugatti, o ancora i Custoza di Monte del Frà e Cavalchina, un vero e proprio puzzle dove ogni tessera non solo è importante, ma in modo diverso contribuisce a costruire l’immagine complessiva della Regione.
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