Da una parte le bollicine di Trento, dall’altra i vini fermi. La qualità crescente del Trentino si evince in tutte le tipologie, per quanto sia la spumantistica a trainare la notorietà vitivinicola dell’areale. Questi ultimi, gli spumanti appunto, convincono sempre più, non solo per la mera qualità organolettica, ma (e soprattutto) perché riescono a trasmettere tutta l’essenza territoriale, fatta di vigneti in altura e di un microclima di montagna. È così che i Metodo Classico Trentodoc hanno una loro originalità e quindi non temono confronti con le altre illustri bollicine del nostro Paese.
Riguardo i vini fermi sottolineiamo ancora una volta l’exploit del Teroldego Rotaliano, che si conferma il grande rosso trentino. Ciò è attestato sia dai Tre Bicchieri, sia dalla qualità diffusa sempre crescente tra tutti i produttori. Ci sembra che lo stacco con gli altri bianchi e rossi sia notevole, ma questo deve solo spingere i produttori a concentrarsi di più su gli altri vitigni, specie quelli tradizionali. Sicuramente il Teroldego sta trovando una sua strada precisa anche attraverso l’iniziativa Teroldego Revolution, nata nel 2018 e volta a creare un disciplinare ideale per una produzione di altissimo livello.
Sul fronte bianchista apprezziamo soprattutto i Müller Thurgau (sempre più precisi e freschi), mentre ci aspettiamo di più dalla Nosiola in versione secca. Tutt’altro il giudizio espresso su quest’ultimo vitigno quando lavorato per farne vini dolci, frutto di appassimento: una vera risorsa per la viticoltura trentina e, nonostante sia una tipologia meno fortunata nei consumi, sarebbe auspicabile credervi e portare avanti la produzione di Vino Santo.
Noi, quest’anno, abbiamo creduto tanto in quello di Toblino, frutto del millesimo 2003. Ci fa ancora più piacere che sia una cantina sociale: ricordiamo che sono aziende che rappresentano tanti viticoltori e tante famiglie del vino che lavorano tutelando l’agricoltura e gli ambienti rurali dei nostri paesaggi. Non v’è dubbio che in Trentino la qualità espressa dalle cooperative sia altissima e riesca a coniugare prezzi centrati a espressione territoriale e originalità. Oltre ad avere, cosa più importante, una corretta gestione che gratifica e valorizza tutti, a partire dai vignaioli.
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