Fare la spesa è diventata operazione assai complicata. Occorre ormai disporre di conoscenze trasversali e spesso neanche quelle sono sufficienti. Per fortuna, la diffusione contemporanea di informazioni in rete rende meno proibitivo l’acquisto consapevole dei consumatori. A tal proposito, risulterà preziosa per gli amanti del cioccolato l’ultima indagine di Consumer Reports che indica come diversi prodotti industriali a base di cacao presentino elevate tracce di metalli pesanti.
I campioni analizzati in laboratorio di multinazionali come Nestlé e Hershey’s, ma anche produzioni nazionali quali Costco e Walmart, riporterebbero infatti quantità non trascurabili di metalli come piombo, cadmio, mercurio e arsenico. Se per gli ultimi le percentuali non sarebbero rischiose per la salute, diverso è il discorso per i primi due metalli. Infatti, secondo l’analisi condotta su un campione di ciascun prodotto a base di cioccolato, sforerebbero il limite massimo consentito in base al parametro di riferimento fissato dallo stato californiano, il c.d MADL (vista l’assenza di standard regolatori federali).
In particolare, le concentrazioni maggiori di piombo e cadmio interesserebbero la variante fondente poichè quest’ultima viene a inglobare dosi più consistenti di cacao. Addirittura, è stato certificato che la tavoletta di cioccolato Perugina fondente al 70% supera il limite con il 314 % di piombo, mentre quella all’ 85% con il 539%. Una certa attenzione poi va prestata anche alle percentuali rilevate nella cioccolata calda di Starbucks (159%); da bollino rosso, quella di Walmart (345%). Meno rilevanti invece, seppur non rassicuranti, le percentuali per altri prodotti come cioccolato al latte (che però presenta più zucchero), cacao in polvere (solitamente richiesto dai bambini) o gocce di cioccolato.
I risultati di Consumer Reports sembrano allarmanti soprattutto se ad essere interessati dai rischi provenienti dal suo consumo sono bambini e donne in gravidanza: “i bambini e le donne incinte dovrebbero consumare il cioccolato fondente con parsimonia, se non evitarlo del tutto, perché i metalli pesanti rappresentano il rischio più elevato per bambini piccoli e per i neonati”. Tuttavia, come dichiarato ancora dagli esperti americani, anche gli adulti non gioverebbero dall’abitudine a mangiare dark chocolate: “il consumo occasionale non li esporrà necessariamente a livelli estremamente elevati di metalli pesanti, ma (…) è bene che siano consapevoli della possibile esposizione derivante da più fonti”.
Nel complesso, non vi sono dubbi sul fatto che elementi della tavola periodica come il cadmio siano dannosi; a dichiararne la portata cancerogena è stata proprio l’OMS. E purtroppo la problematica riguarderebbe anche il mercato italiano, sebbene nello Stivale i test più recenti (ad esclusione di qualche industria) prevedano percentuali più prossime ai limiti legalmente consentiti.
Francamente, non una lieve notizia per i consumatori. Figuriamoci per i chocoholics.
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