Grande successo il 12 dicembre, a Palazzo Brancaccio di Roma, per il primo di una serie di eventi degustazone organizzati da Gambero Rosso con il Consorzio di Tutela Vini D.O.P. Salice Salentino come protagonista. Al seminario rivolto agli operatori di settore e dedicato “Alla scoperta del Salice Salentino” è seguito il Wine Tasting aperto anche al pubblico, che tra i banchi d’assaggio delle cantine del Consorzio ha potuto svolgere in autonomia un percorso tra alcune delle migliori espressioni della denominazione. Presente all’evento Marco Pagano, Vice Presidente del Consorzio.
La proposta gastronomica della serata è stata curata da Max Mariola, talent Chef di Gambero Rosso Channel, con un menu che prevedeva: Filetto di Baccalà in pastella; Pasta alla amatriciana; Involtini di carne alla romana con schiacciata di patate in abbinamento alle etichette rosse e rosate del Salice Salentino D.O.P.
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foto di Francesco Vignali
Le vigne, spesso vecchie di oltre quarant’anni, sono coltivate col tradizionale alberello salentino, valorizzando le uve tradizionali del territorio: Negroamaro e Malvasia nera in primis. Uve identitarie e complementari, che da sempre in Salento si completano elegantemente a vicenda. Il Negroamaro potrebbe essere arrivato in Salento già dal VII secolo a. C. Si tratta di un’uva che matura tardi, una vite di produzione generosa. Il vino che se ne ottiene ha un bel colore rosso rubino violaceo, di elevata acidità e ricco di tannini, ed è adatto anche a lunghi invecchiamenti. La Malvasia nera, presente in quasi tutte le denominazioni di vini doc rossi e rosati del Salento, come nel Salice Salentino, è per tradizione associata al Negroamaro. Al blend apporta colore, gradazione alcolica e un tocco di morbida fruttata polposità che smussa i tannini rigogliosi e il piglio austero del Negroamaro, oltre a conferire al vino che ne deriva un maggior equilibrio, soprattutto in età giovanile.
Il bianco è generalmente a base chardonnay (prodotto nelle tipologie di Chardonnay, Fiano e Pinot Bianco); il Rosato, a base di Negroamaro e Malvasia nera, con la possibilità però di produrre il Rosato Negroamaro nel caso in cui quest’uva rappresenti almeno il 90% del blend. Protagonisti restano il Salice Salentino Rosso (75% Negroamaro) e il Rosso Riserva. E per finire un vino dolce di antica tradizione: il Salice Salentino Aleatico.
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PROGRAMMA DI RIGENERAZIONE ECONOMICA, SOCIALE E AMBIENTALE DEL TERRITORIO JONICO – SALENTINO COLPITO DA XYLELLA FASTIDIOSA, RADICI VIRTUOSE”, FINANAZIATA A VALERE SULL’AVVISO MIPAAF N.10900 DEL 17.02.2020 “CONTRATTI DI DISTRETTO XYLELLA
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La più autorevole guida del settore dell’enologia italiana giunge quest’anno alla sua 37sima edizione. Vini d’Italia è il risultato del lavoro di uno straordinario gruppo di degustatori, oltre sessanta, che hanno percorso il Paese in lungo e in largo per selezionare solo i migliori: oltre 25.000 vini recensiti prodotti da 2647 cantine. Indirizzi e contatti, ma anche dimensioni aziendali (ettari vitati e bottiglie prodotte), tipo di viticoltura (convenzionale, biologica, e biodinamica o naturale), informazioni per visitare e acquistare direttamente in azienda, sono solo alcune delle indicazioni che s’intrecciano con le storie dei territori, dei vini, degli stili e dei vignaioli. Ogni etichetta è corredata dall’indicazione del prezzo medio in enoteca, delle fasce di prezzo, e da un giudizio qualitativo che si basa sull’ormai famoso sistema iconografico del Gambero Rosso: da uno fino agli ambiti Tre Bicchieri, simbolo di eccellenza della produzione enologica. che quest’anno sono 498.
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