È stata una serata davvero speciale quella andata in scena il 21 marzo scorso al Chorus Café di Roma, un evento esclusivo a cura del Gambero Rosso con il Consorzio Tutela Vino Custoza DOC che ha accolto un pubblico selezionato di esperti del settore al seminario “Alla scoperta del Custoza Doc”, condotto da Marco Sabellico, curatore della guida Vini d’Italia, e al Wine Tasting “Roma incontra il Custoza”.
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foto di Fabrizio Perilli
“Il Custoza”, ha spiegato Sabellico “è ottimo nella versione annata, con una bella struttura e una godibile polpa di frutta bianca, ma si presta bene anche all’invecchiamento”, come ha sottolineato anche Roberta Bricolo, presidente del Consorzio Tutela Vino Custoza DOC, affermando che “è molto radicata la convinzione che i bianchi italiani, tra cui anche il Custoza, debbano essere bevuti giovani per conservare la freschezza e gli aromi fruttati più piacevoli e immediati. Pensiero corretto, perché Custoza è sicuramente questo, ma è anche molto altro. Per molte selezioni e Superiori vale la pena aspettare alcuni anni, affinché possano arricchirsi di sentori che renderanno il vino più complesso, profondo ed evoluto”.
Proprio per questo motivo l’evento ha offerto una visione completa di tutte le “anime” di questa denominazione: dall’annata 2021 della DOC alle versioni Superiori 2020-2018, fino ad arrivare alla complessità e al fascino di Custoza ancora più invecchiati.
Custoza DOC. Le caratteristiche
Prodotto nelle colline moreniche, tra la città di Verona e il lago di Garda, questo vino fa della versatilità il suo punto di forza.“White and Gold” è il motto della denominazione, che può rivelare il suo carattere più giovane e fresco (“bianco”, appunto) o la parte di sé più sapida e complessa (quella “gold”), che viene fuori con l’età. I vitigni autoctoni dai quali viene ottenuto il Custoza sono: garganega, trebbianello e bianca fernanda, a cui per disciplinare è possibile aggiungere una percentuale di trebbiano, malvasia, riesling italico, pinot bianco, chardonnay e manzoni. Il risultato è un vino dal colore giallo paglierino, con riflessi verdi o dorati (almeno nella versione annata), con profumi delicatamente fruttati e floreali e leggermente aromatici. Al palato risulta sapido e morbido e con l’invecchiamento emergono anche i caratteri minerali tipici dei suoli morenici.
Queste caratteristiche lo rendono un vino versatile, sposandosi bene sia con la cucina mediterranea, sia con la cucina speziata o asiatica. Prova ne sia l’ottima riuscita negli abbinamenti con i piatti dello chef Arcangelo Dandini che si sono potuti gustare durante la serata, pensati appositamente per esaltare il Custoza nelle diverse espressioni: Panzanella di baccalà; Gamberi in tempura; Polpette di pesce e Il Mio Mel Garum. L’ottimo rapporto qualità prezzo, poi, ne fanno uno dei bianchi più appetibili.
Roma incontra il Custoza. Cantine e vini dell’evento
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