In Manhattan Avenue, una trafficata via di Brooklyn, al civico 666 – indirizzo già di per sé inquietante –è apparsa una minacciosa locandina: l’immagine di un panciuto robot campeggia nelle vetrine di un locale in allestimento, sopra di lui la scritta “Botbar Coffee Coming Soon”. È ormai imminente l’apertura del Botbar Coffee, un locale in cui il barista è un robot capace di creare fino a cinquanta bevande ogni ora. Aprendo il sito dell’azienda ci si imbatte in un claim intimidatorio: “Gli umani possono essere imprevedibili, fai preparare il tuo caffè a un robot”.
Quello di Brooklyn è il primo Botbar, un format ideato da un’azienda del Nevada che ha la mission di “rivoluzionare il settore del caffè rompendo le catene dei lavori manuali ripetitivi portando un’efficienza senza paragoni attraverso le tecnologie più moderne”. Un obiettivo decisamente ambizioso che puntano a realizzare tramite la loro principale creazione: ADAM. Si tratta di un robot barista che viene definito “efficiente, affidabile e capace di produrre a livelli senza precedenti”, addirittura ventiquattro ore su ventiquattro sette giorni su sette. A produrre ADAM (e il suo antenato ARM, un braccio meccanico che ora viene incorporato anche dentro il robot barista) è la Richtech Robotics.
La produzione di ADAM non si limita al caffè, al cappuccino e al latte macchiato: l’anomalo barista è in grado di preparare anche bubble tea e vari tipi di cocktail e quando non è impegnato nella miscelazione (realizzata con grande velocità visto che arriva a cinquanta bevande all’ora) può anche ballare per intrattenere i clienti. L’azienda del Nevada produce anche robot per le consegne e robot camerieri, un business in grande crescita che ha fatto sorgere diverse questioni riguardo all’eventuale ridimensionamento del ruolo dei camerieri all’interno della ristorazione ma ha anche dato vita a iniziative meritevoli come quella dell’Avatar Robot Cafè Dawn di Tokyo.
Anche se l’apertura è ormai imminente, non è ancora chiaro come funzionerà il Botbar e quale e quanta sarà la presenza di lavoratori umani all’interno del bar. Alcuni indizi fanno pensare che, per quanto le bevande saranno preparate dal robot e gli ordini potranno essere effettuati da un palmare, potrebbero essere presenti altri esseri umani perché le leggi di New York impongono ai negozi di poter far pagare anche in contanti e senza un operatore il meccanismo potrebbe essere più lento. Quello di Brooklyn non è il primo caso di locali che ospitano robot baristi: nell’aeroporto di San Francisco dal 2021 c’è un braccio meccanico capace di preparare bevande, mentre la startup di Seattle Artly sta per lanciare la propria linea di caffè automatizzati.
© Gambero Rosso SPA 2025
P.lva 06051141007 Codice SDI: RWB54P8 Gambero Rosso registrazione n. 94/2021 Tribunale di Roma
Modifica impostazioni cookie
Privacy: Responsabile della Protezione dei dati personali – Gambero Rosso S.p.A. – via Ottavio Gasparri 13/17 – 00152, Roma, email: [email protected]
Resta aggiornato sulle novità del mondo dell’enogastronomia! Iscriviti alle newsletter di Gambero Rosso.
© Gambero Rosso SPA – Tutti i diritti riservati.
Made with love by Programmatic Advertising Ltd
© Gambero Rosso SPA – Tutti i diritti riservati