Nella nuova guida Italia all’Aria Aperta, realizzata con Enel Green Power, abbiamo voluto raccontare lo straordinario patrimonio ambientale del Paese, valorizzandone le produzioni agroalimentari. Qui vi sveliamo i vini e i prodotti tipici del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni
Di record, finora, il Cilento ne ha collezionati parecchi: basti pensare che la sua oasi protetta è stata la prima a ottenere la qualifica aggiuntiva di “geoparco” e a creare una biblioteca digitalizzata per la consultazione di testi scientifici, composta da ben ventimila volumi. Ma questo sito UNESCO, entrato a far parte delle Riserve della Biosfera sin dal 1997, è anche uno scrigno di prodotti tipici straordinari, Frutto di quel genius loci che conserva 1.800 specie diverse di piante autoctone spontanee, di cui circa il 10% endemiche rare. Una di queste, la Primula di Palinuro è il simbolo del Parco. La grande varietà di habitat: aree costiere e montane, fiumi, ruscelli, rupi e foreste, ospitano altrettante comunità faunistiche di grande valore e identità. Un patrimonio di biodiversità che si riflette anche sull’agroalimentare, tra i più caratteristici e giustamente noti d’Italia.
“Il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni abbraccia un’area vastissima” dice il Direttore Romano di Gregorio “che va dalla costa tirrenica alla pianura del Vallo di Diano, passando per il Massiccio del Cervati (la vetta più alta della Campania) e la Catena degli Alburni. Osservandolo sulla cartina geografica, balza subito agli occhi la forte antropizzazione del territorio, punteggiato da 80 comuni e piccoli borghi che rappresentano la roccaforte della celebre Dieta Mediterranea. Questo regime alimentare con effetti straordinari sulla salute umana, infatti, fu studiato per la prima volta dal medico nutrizionista Ancel Keys nel 1945, durante un lungo periodo di permanenza a Pioppi, frazione del comune cilentano di Pollica i cui abitanti hanno sempre adottato uno stile di vita salutare, a stretto contatto con la natura”. Questa generosità è foriera di bellezza e di bontà, con un ricco paniere di prodotti tipici. Raccontiamo i più caratteristici, con gli indirizzi in cui reperirle.
Fichi bianchi di varietà Dottato, conosciuti e ben noti e amati dagli antichi Romani: vengono raccolti ed essiccati lentamente per farne fichi secchi, ripieni e melassa.
Salume pregiato realizzato con magri di prosciutto e garcito al centro con una fettuccia di lardo.?Piccolo salumificio artigianale – Gioi (SA) – soppressatadigioi.com
Più piccolo, più tondo e più scuro rispetto ai ceci in commercio e dal sapore più intenso: si identifica col suo territorio, come il nome stesso del comune indica, dove è presente almeno da 1.000 anni.
Ha una buccia molto sottile, quasi impalpabile, una forma quasi a biglia ed è altamente digeribile e di facile cottura. Non necessita di ammollo.
Il territorio di Capaccio Pestum è una splendida area di produzione di pregiate verdure, a partire dai carciofi, per poi andare sui pomodori e quindi su tutti i tipi di ortaggi.
Alla guida Italia all’Aria Aperta abbiamo dedicato anche un’intera sezione sul nostro sito,
www.gamberorosso.it/italia-all-aria-aperta/, dove potete navigare tra i Parchi Nazionali con le mappe interattive e scoprire tutti gli indirizzi consigliati da Gambero Rosso per mangiare e dormire, oltre a una serie di approfondimenti per visitare le principali centrali idroelettriche.
Italia all’Aria Aperta – 352 pp. – 14.90 € – Acquistabile in edicola, libreria e on line
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