Era il sette febbraio di quest’anno quando 29 tra i più importanti chef ucraini festeggiavano la nascita del neonato Manifesto della Cucina Ucraina, aderendo all’appello di Maryana Oleskiv, direttrice del DART, l’Agenzia statale per lo sviluppo turistico: “Vogliamo che la cucina ucraina appaia sulla mappa culinaria del mondo. Pertanto, in questa fase è importante unire l’ambiente degli chef ucraini, svilupparlo e promuoverlo insieme”. Catalizzatore di questa avventura, Ievgen Klopotenko, un giovane chef ucraino trentaseienne, comproprietario del ristorante 100 rokiv tomu vpered, autore di libri di cucina e attivista sociale. A distanza di un mese, i 29 chef hanno chiuso i propri ristoranti, trasformandoli in rifugi e mense per tutti i civili, inclusi anche i volontari che si stanno aggregando all’esercito, un po’ come sta facendo José Andres con il suo World Central Kitchen al confine con la Polonia.
Ievgen è nato a Kiev, ma ha viaggiato in Italia, Germania, Inghilterra e Stati Uniti, dove ha iniziato a interessarsi del cibo mentre studiava relazioni internazionali all’Università di turismo, economia e diritto. “All’epoca facevo di tutto, dal bagnino in una piscina nel Wisconsin Dells, all’aiuto cuoco in un ristorante messicano e persino in un Mac Donald’s!”, racconta Ievgen e continua: “La professione di cuoco non era un’occupazione prestigiosa negli anni 2000 in Ucraina, e i miei genitori volevano che studiassi qualcosa di più serio“. Dopo l’apertura nel 2011 del “Confiture gastroshop”, un laboratorio di confetture e marmellate, vince nel 2015 MasterChef Ukraine e l’anno dopo decide di andare a Parigi per studiare nella Scuola de Le Cordon Bleu, dove si diploma.
Da quel momento inizia una carriera fatta di successi, e il giovane chef si pone l’obiettivo di difendere il borscht come piatto ucraino, parte integrante dell’identità nazionale, fondando un’organizzazione non governativa insieme a un team di esperti, storici culinari ed etnografi e viaggiando in tutta l’Ucraina per raccogliere ricette e rivendicandone la nazionalità a colpi di teweet. Nel 2021 vince con il suo ristorante l’Ukraine Tourism Awards per il borscht più buono del Paese e si fa promotore, insieme al Governo Ucraino, per inserire proprio il borsch ucraino nella lista del patrimonio immateriale dell’umanità dell’Unesco così da preservarne l’identità. Un obiettivo che alla luce della drammatica cronaca di questi giorni, appare ancora di più significativo.
Facendo suo lo slogan “Vogliamo che la cucina ucraina appaia sulla mappa culinaria del mondo” e comprendendo l’importanza dell’unione tra i professionisti della ristorazione e il mondo agricolo come visto già in Spagna e nei Paesi Scandinavi, riesce ad aggregare intorno a sé molti giovani colleghi “Siamo una nuova generazione di chef ucraini. E abbiamo qualcosa da dire”. Rispondendo all’appello delle autorità ucraine, viene redatto il Manifesto della Cucina Ucraina in 10 punti grazie al lavoro di Klopotenko insieme a 28 cuochi. Ecco alcuni stralci del Manifesto.
Un manifesto pieno di buone intenzioni e ricco di spunti proclamato solo pochi giorni prima dello scoppio della guerra. A un mese di distanza dalla sua proclamazione lo chef Ievgen Klopotenko si trova insieme ai suoi colleghi a difendere la sua terra, la sua gente e – con loro – l’identità stessa della cucina ucraina. Così anche la cucina diventa terreno di affermazione e di lotta. “Gli chef russi hanno scritto una lettera aperta al popolo ucraino. Ci chiedono di fermare la guerra e di custodire i nostri simboli culturali condivisi: borscht e Shevchenko. Non abbiamo simboli condivisi. La nostra breve risposta alla Russia? Vai a farti fottere! Borscht, Shevchenko e l’Ucraina appartengono al popolo ucraino. Non mentite e non cercate di cambiare la storia” risponde chef Ievgen Klopotenko.?Tutto quel che seguirà è una storia ancora tutta da scrivere, seguitelo dalle pagine del suo blog klopotenko.com.
La neonata casa editrice La#Bookeria uscirà questa settimana con l’ebook a colori Ricettario Ucraino, con 30 ricette raccolte tra le donne ucraine migranti in Italia, e non solo: anche lo chef Ievgen Klopotenko sarà presente nella pubblicazione con una sua presentazione e con cinque ricette, compresa la sua personale del borsch ucraino.
La pubblicazione verrà omaggiata a tutti coloro che verseranno una quota favore di Medici Senza Frontiere che sta intervenendo in Ucraina, in supporto alla popolazione civile.?Informazioni sull’ebook e sulla donazione nelle pagine del sito www.ilgastronomade.com
a cura di Vittorio Castellani aka chef Kumalé
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