A Pompei è stato ritrovato un affresco che ha generato entusiasmo tra gli archeologici e gli appassionati di pizza: l’affresco situato su una parete di una casa ritrae quello che potrebbe essere un antenato della pizza italiana. Gli archeologi ipotizzano che il pane piatto raffigurato nel dipinto, posato accanto a un calice di vino, potrebbe essere stato mangiato con frutti come melograni o datteri, o condito con spezie e una sorta di salsa tipo pesto.
La pittura ha circa 2000 anni ed è stata scoperta nel mezzo di un muro semi-crollato durante recenti scavi nell’ampio sito archeologico. Ritrae un vassoio d’argento che contiene un pane piatto rotondo – che possiamo indicare come una simil pizza – accanto a frutti freschi e secchi come melograni e datteri e un calice pieno di vino rosso?. Un tesoro nascosto tra i molti che gli archeologi continuano a scoprire lentamente sotto la cenere spessa che seppellì Pompei durante la devastante eruzione del Vesuvio nel 79 d.C.? L’affresco è stato scoperto nella sala di una casa che aveva una panetteria annessa – parte della quale fu scavata nel XIX secolo – in cui sono stati ritrovati gli scheletri di tre vittime nelle ultime settimane.
L’affresco è ritenuto un riferimento ai doni ospitali offerti seguendo una tradizione greca risalente al III-I secolo a.C. e descritta da autori dell’epoca imperiale romana, tra cui Virgilio, Marziale e Filostrato. Parlando del ritrovamento, il direttore del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, ha fatto notare il “contrasto tra un pasto frugale e semplice, che rimanda a una sfera tra il bucolico e il sacro, da un lato, e il lusso dei vassoi d’argento e la raffinatezza delle rappresentazioni artistiche e letterarie dall’altro”, aggiungendo un riferimento alla pizza “anch’essa nata come un piatto ‘povero’ nell’Italia meridionale, che ormai ha conquistato il mondo”.
“Pompei non finisce mai di stupire, è uno scrigno che rivela sempre nuovi tesori. Al di là della questione di merito su cui parleranno gli studiosi – ha commentato il Ministro della cultura, Gennaro Sangiuliano – va sottolineato il valore globale di questo sito al quale stiamo dedicando le nostre cure, con la chiusura del Grande Progetto Pompei ma anche con l’avvio di nuove iniziative. La tutela e lo sviluppo del patrimonio, in ossequio all’art. 9 della Costituzione, sono una priorità assoluta”.
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