Da Chiavenna a Livigno all’insegna del gusto, della natura e dei formaggi. Quelli di alpeggio e di latteria, dal sapore intenso e il bouquet aromatico ampio e avvolgente, come la Valtellina Casera e il Bitto, prodotti in territori dal fascino unico. Per conoscerli meglio è in corso dallo scorso 23 luglio (e fino al 5 settembre) I Sentieri di gusto, un viaggio in 7 tappe per imparare tutto su questi latticini e le terre di produzione, organizzato dal Consorzio per la tutela dei formaggi Valtellina Casera e Bitto. Un percorso tra borghi storici e stradine di montagna, pizzoccheri e Sciatt, terrazzamenti e vini di pregio, per un assaggio della Valtellina attraverso i luoghi di produzione casearia.
Protagonisti sono i due formaggi, il Bitto, prodotto di alpeggio estivo fatto con latte appena munto e lavorato nelle baite a 1400 metri di altezza, e poi il Valtellina Casera, formaggio di latteria dal sapore persistente. Un progetto nato all’interno della campagna di promozione “Alle origini del Gusto” e nel piano strategico di investimenti sul territorio pensato per il biennio 2021-2022, del valore complessivo di 600mila euro. L’obiettivo? “Sviluppare un’offerta turistica a 360° di un territorio che conta quasi 1.200 attività ricettive e che nel 2019 aveva registrato tre milioni di presenze con un aumento di quasi un terzo rispetto al 2017”, ha dichiarato Vincenzo Cornaggia, Presidente del Consorzio CTCB. Anche grazie all’ampia offerta gastronomica offerta da “allevatori, produttori e stagionatori, piccole e grandi aziende zootecniche, latterie di paese e moderni caseifici”.
Prima tappa a Chiavenna, con i suoi crotti e le gallerie rocciose naturali, perfette per stagionare i formaggi, e poi Morbegno, da oltre 100 anni famoso per la mostra del Bitto e una delle sue più antiche botteghe. Sempre qui hanno sede anche la fattoria La Fiorida e la Latteria Sociale della Valtellina, dove si possono ammirare antichi strumenti in legno usati dai casari del passato. Si prosegue con il borgo antico di Chiuro, con l’omonima latteria sociale pluripremiata al concorso del Bitto, e poi a Teglio, patria del pizzocchero, per continuare a Tirano, circondata da terrazzamenti che modellano la montagna tutta attorno. Un percorso non solo gastronomico, ma anche naturalistico, storico, culturale: chi ama l’archeologia, per esempio, potrà trovare interessante il Parco delle Incisioni Rupestri con la Rupe Magna di Grosio, tra le più grandi rocce incise nell’arco alpino, mentre gli amanti dell’arte non potranno perdere una visita al Santuario della Madonna di Tirano. Il tour si conclude a Bormio, con le sue terme e le tante specie vegetali che colorano il territorio, e Livigno, nota località sciistica soprannominata anche “Il Piccolo Tibet”.
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