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Metaverso e mondo enogastronomico, un legame che sta muovendo i primi passi. Abbiamo valutato l’impatto immediato e il ritorno – sia a livello di immagine che economico – che ha portato l’avvento del metaverso nell’industria vitivinicola, soprattutto per le prime realtà che hanno provato a sperimentare il mondo virtuale. Il discorso per l’industria gastronomica è leggermente più complesso, sia per la diversa natura dell’esperienza della degustazione del cibo da quella del vino, che per la difficoltà nel rendere fruibili le esperienze legate al proprio mondo, come le degustazioni che richiedono una preparazione (mentre con quelle del vino gli utenti possono semplicemente degustare da casa in autonomia, anche collegati al metaverso, una volta ricevuta la bottiglia). Nonostante queste difficoltà, sono nati alcuni progetti che stanno provando a immaginare possibili sviluppi del cibo nel mondo virtuale.
LAB è un progetto del Consorzio del Prosciutto di San Daniele che vuole portare i consumatori dentro il proprio mondo utilizzando la tecnologia immersiva. L’idea è quella di innovare la narrazione della propria storia e dei propri progetti produttivi per avvicinare gli appassionati ai valori dell’azienda, il tutto sfruttando gli strumenti messi a disposizione del metaverso. Per farlo è nata una collaborazione con TechStar, azienda friulana che sviluppa soluzioni e progetti con tecnologie di realtà aumentata e intelligenza artificiale. Il progetto è costruito intorno a un laboratorio digitale attraverso cui gli utenti possono visitare un salone di stagionatura e scoprire nei dettagli i processi che portano alla produzione del Prosciutto San Daniele DOP. Dopo essere entrato nel mondo virtuale, l’utente viene introdotto in un ambiente che riproduce gli spazi di un prosciuttificio e, attraverso il suo avatar, può vivere una serie di esperienze interattive come video e slide. Lo scenario è in continuo sviluppo e verrà ampliato con una ricostruzione di “Vento”, l’installazione immersiva multisensoriale presentata al Fuorisalone di Milano dal Consorzio del Prosciutto San Daniele.
OneRare è stato progettato per unire cibo, giochi e NFT in un unico ecosistema. Dal suo lancio è diventato molto popolare e ha creato una community attiva di appassionati che vogliono sperimentare il cibo in una dimensione completamente nuova. Il progetto Foodverse vuole promuovere il cibo come terreno comune universale attraverso espedienti come gli NFT (Non Fungible Token) e giochi online in un mondo virtuale immersivo. Gli utenti sono coinvolti anche grazie all’organizzazione di una serie di attività che vedono come protagonisti degli chef. L’ambizione di OneRare è quella di creare un ecosistema blockchain alimentare che ha la forma di un gioco multiplayer in cui gli utenti interagiscono con i produttori, ridefinendo di fatto le dinamiche del settore agroalimentare – almeno nel metaverso – con l’eliminazione degli intermediatori e dei distributori.
È un progetto che nasce con l’obiettivo di creare un’interazione tra agritech e comunità rurali, dando loro accesso agli strumenti dell’innovazione digitale. In questo progetto il metaverso è utilizzato per preservare la memoria dei mestieri e tutelare le biodiversità del Cilento contro le falsificazioni agroalimentari: l’utente può conoscere e vivere in prima persona il percorso delle produzioni di qualità – quelle identitarie della Dieta Mediterranea nel parco nazionale del Cilento, mappate e poi registrate in realtà virtuale – dal campo alla tavola. All’interno dell’esperienza si entra in contatto con queste realtà sia attraverso aspetti narrativi che tecnici, come nel caso del processo della blockchain, utilizzata per dare certificazioni oggettive dei processi lungo tutta la filiera. Artefice del progetto il laboratorio Rural Hack, che ha come missione quella di capire come adattare le tecnologie 4.0 alle produzioni agricole. Oltre all’esperienza nella realtà virtuale, Dieta Mediterranea 4.0 mette in contatto gli utenti con i prodotti di qualità e invita e promuove l’esperienza diretta sui territori.
a cura di Maurizio Gaddi
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La più autorevole guida del settore dell’enologia italiana giunge quest’anno alla sua 37sima edizione. Vini d’Italia è il risultato del lavoro di uno straordinario gruppo di degustatori, oltre sessanta, che hanno percorso il Paese in lungo e in largo per selezionare solo i migliori: oltre 25.000 vini recensiti prodotti da 2647 cantine. Indirizzi e contatti, ma anche dimensioni aziendali (ettari vitati e bottiglie prodotte), tipo di viticoltura (convenzionale, biologica, e biodinamica o naturale), informazioni per visitare e acquistare direttamente in azienda, sono solo alcune delle indicazioni che s’intrecciano con le storie dei territori, dei vini, degli stili e dei vignaioli. Ogni etichetta è corredata dall’indicazione del prezzo medio in enoteca, delle fasce di prezzo, e da un giudizio qualitativo che si basa sull’ormai famoso sistema iconografico del Gambero Rosso: da uno fino agli ambiti Tre Bicchieri, simbolo di eccellenza della produzione enologica. che quest’anno sono 498.
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