Il suo nome era indissolubilmente legato a quello della bresaola, il salume bovino che aveva contribuito a far conoscere in Italia e nel mondo. Muore a 92 anni, Emilio Rigamonti.
La sua è stata una classica storia imprenditoriale italiana, fatta di impegno e lungimiranza, che ha segnato il tessuto sociale ed economico del suo territorio coinvolgendo la comunità locale. Figlio d’arte – la sua famiglia era avviato nel 1913 una bottega di macelleria e salumeria – Emilio Rigamonti era subentrato nell’attività di famiglia insieme al fratello Giovanni alla fine degli Anni Cinquanta facendola crescere anno dopo anno, ampliando la produzione e gli stabilimenti, dal primo a Montagna in Valtellina cui sono seguiti quelli a Poggiridenti e Mazzo. Nel 2011 il Salumificio Rigamonti è stato ceduto al colosso internazionale Jbs, ma Emilio Rigamonti ha continuato a essere un punto di riferimento per tutto il settore agroalimentare, ricoprendo anche ruoli all’interno dei consorzi di tutela, primo tra tutti quello della Bresaola della Valtellina. Che lo ricorda attraverso le parole del presidente, Mario Moro: “Ci uniamo al dolore della famiglia e tutto il nostro pensiero va all’uomo e all’imprenditore che era. Ci lascia una persona di estremo valore. Fondamentale è stato il suo contributo per il riconoscimento e la valorizzazione del nostro prodotto IGP. La sua passione per il lavoro e per il territorio ci sono di esempio”.
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