L’Italia presenterà, il prossimo 26 febbraio, un promemoria al prossimo Consiglio dei ministri dell’Agricoltura dell’Unione europea (Agrifish) in programma a Bruxelles, con cui chiederà una modifica della Politica agricola comune, tra gli argomenti maggiormente contestati dalle manifestazioni, dai cortei e dai presidi dei trattori di queste settimane in tutta Italia. L’obiettivo di Palazzo Chigi, secondo quanto annunciato dal ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, durante la riunione del Consiglio dei ministri del 15 febbraio, è ripensare la strategia agricola europea, rimodulando la Pac attualmente in vigore (2023/27), rendendola più flessibile per poi riscrivere quella del periodo post 2027.
L’attuale Pac, secondo Lollobrigida, ha aperto la strada a contestazioni da parte degli agricoltori in tutta Europa, in particolare per gli effetti dei vincoli ambientali apparsi troppo stretti rispetto agli obiettivi di sostenibilità dettati dal Green Deal dell’Ue, attraverso le strategie Farm to fork e Biodiversità.
Nell’informativa del ministro Lollobrigida presentata in Cdm, sono stati illustrati gli esiti del recente confronto con le rappresentanze di categoria degli agricoltori a cui sono state date «ampie rassicurazioni in merito alla presenza nei programmi del governo di molti degli interventi richiesti».
Nell’informativa del ministro è stato elencato quanto già fatto dall’esecutivo per il settore primario, costretto a fronteggiare l’aumento dei costi di produzione e la volatilità del mercato: il Fondo per le emergenze in agricoltura (300 milioni di euro), il Fondo innovazione di Ismea (250 milioni di euro) e il Fondo per la sovranità alimentare (100 milioni di euro). Tra gli altri interventi, la rinegoziazione del Pnrr, con ulteriori 2,85 miliardi di euro per gli interventi agricoli e un aggiornamento delle relative misure, più flessibili e rispondenti alle necessità delle aziende.
Si tratta di risorse «indirizzate ai contratti di filiera – si legge in una nota di Palazzo Chigi – per potenziare l’efficienza e garantire una più equa distribuzione del valore tra le diverse componenti della filiera stessa». Infine, il ministro ha ricordato l’intervento relativo al Parco agrisolare, che finanzia impianti fotovoltaici sulle coperture dei fabbricati agricoli senza consumo di suolo.
Intervistato dalla trasmissione Cinque minuti, in onda sulla Rai, il ministro Lollobrigida ha annunciato l’attivazione di un meccanismo automatico di verifica delle pratiche sleali, in collaborazione con Ismea. Inoltre, ha spiegato i motivi dell’attivazione nei porti italiani dei controlli sull’import di pomodori: «Dobbiamo verificare che non arrivi nulla che non sia in linea con ciò che il mercato prevede e che non ci siano etichette fasulle. Ad esempio, entrano dalla Cina pomodori e poi vengono venduti come pomodori italiani, che è la cosa più grave».
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