Oltre 20 ristoranti tra Stati Uniti, Asia e Italia, per un’impresa di ristorazione durata più di 20 anni: sono i numeri del duo Batali-Bastianich, uno dei sodalizi più floridi della ristorazione internazionale, un vero impero targato Batali&Bastianich Hospitaly Group, che ora si scioglie, con la grave accusa di molestie sessuali da parte di quattro dipendenti ai danni di Mario Batali.
Risalgono alla fine del 2017 le accuse, e ora lo chef cede le quote detenute in tutti i suoi ristoranti alla famiglia Bastianich, che le ha acquistate senza rendere noti i termini economici. Un dato è certo: “Batali non trarrà più alcun beneficio economico da nessun ristorante, in alcun modo”, ha dichiarato Tanya Bastianich Manuali al New York Times, attualmente alla guida delle operazioni della nuova compagnia – per ora ancora senza nome – creata per sostituire la B&B.
“Ora il gruppo conta 16 ristoranti ed è tutto in famiglia”, ha aggiunto Joe Bastianich al Corriere della Sera, “mia sorella Tanya ha comprato le quote di maggioranza, poi dentro ci sono anche mia mamma Lidia, la chef Nancy Silverton e altri soci di minoranza”. Batali, naturalmente, non c’è più, “e con la sua uscita possiamo tornare a crescere e a fare il nostro lavoro”. Oltre a quelle dei ristoranti, lo chef ha venduto anche le quote di Eataly Usa.
Non si parlano da un anno, dallo scoppio dello scandalo, i due ex amici che negli anni hanno raggiunto insieme quel successo tanto agognato, grazie a ristoranti d’autore come Babbo e Del Posto, tanto per citare alcuni dei più famosi. Al fianco di Joe, ora, ci saranno i familiari, insieme alla chef californiana Nancy Silverton, partner della nuova azienda, le cui sorti sono ancora tutte da decidere. I nuovi membri, infatti, si stanno riunendo proprio in questi giorni per delineare strategie, piani di espansione e attività di comunicazione della neonata realtà.
Una decisione sofferta ma quanto mai necessaria, quella di Bastianich: dopo le prime accuse nel dicembre 2017, la reputazione del cuoco ha subìto un danno di immagine irreparabile, che si è ripercosso anche sulle varie insegne, a cominciare da Del Posto, uno dei ristoranti di lusso della zona di Manhattan, le cui prenotazioni iniziarono a precipitare vertiginosamente in seguito allo scandalo. Altri ristoranti a Las Vegas e nell’Asia orientale chiusero subito dopo la notizia.
“Non sento Mario da allora”, ha raccontato Bastianich al Corriere, “e mi dispiace perché tutto è passato subito per vie legali. Dopo 25 anni è un divorzio complicato”. Non sono mancati, come nelle migliori delle relazioni di vecchia data, tentativi di riappacificazione: “In quest’anno abbiamo provato a sistemare la situazione: abbiamo chiuso alcuni ristoranti, ci siamo concentrati sui dipendenti”.
Ora, però, è tempo di voltare pagina e guardare al futuro. Fra i progetti più imminenti, “un ristorante a Los Angeles con Nancy Silverton, The Barish, e anche un cambio radicale all’Orsone, la nostra azienda agricola con ristorante in Friuli Venezia Giulia, a cui vogliamo aggiungere alcune camere e apportare modifiche al ristorante. Ma con calma”. Batali, dal canto suo, si congratula con Joe, facendogli gli auguri tramite un tweet: “Gli auguro la miglior fortuna per il futuro”. E la risposta di Bastianich, coincisa e senza fronzoli, racchiude il senso dell’intera vicenda: “Sono contento che non sia più coinvolto nell’azienda, ma gli auguro ogni bene”.
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