Notizie / Attualità / Un bar di Roma abbassa i prezzi dell’espresso. Un’altra occasione persa per il mondo del caffè

Caffè

Un bar di Roma abbassa i prezzi dell’espresso. Un’altra occasione persa per il mondo del caffè

Risparmiare fa piacere a tutti. Ma perché questa economia deve riguardare sempre e solo il caffè? L'ultimo episodio accaduto a Roma ci offre l'ennesimo spunto di riflessione sul prezzo della tazzina.

  • 29 Settembre, 2023

La shrinkflation fa – comprensibilmente – infuriare. L’inflazione fa infuriare, i costi dell’attuale mercato immobiliare fanno infuriare. Se c’è una cosa, però, che merita di aumentare di prezzo è il caffè. Ma il culto creato attorno alla tazzina sembra essere un ostacolo insormontabile nel settore, e c’è addirittura chi, per guadagnarsi il favore del pubblico, abbassa ulteriormente i prezzi.

1 euro per l’espresso, 1.20 per il cappuccino

Accade a Roma, al Caffè dei Carracci, che dal 4 settembre scorso ha deciso di servire l’espresso a 1 euro, il cappuccino a 1.20, prezzi ormai pressoché introvabili ovunque, a prescindere dalla qualità della materia prima. Accade in zona Flaminio ma sarebbe potuto succedere a Garbatella, Centocelle, Tor de Cenci o Portuense, a Bari così come a Parma. Sicuramente, solo in Italia. Nulla contro le svolte pop, come quella del maestro pasticcere Ernst Knam, che ha scelto di diminuire il numero delle torte e rendere le sue creazioni ancora più accessibili, novità presentata al motto di “la pasticceria non deve essere un lusso”. Un pensiero comprensibile, condivisibile e anche auspicabile, specialmente di questi tempi. E allora perché per il caffè non può valere lo stesso discorso?

Tutto aumenta, ma non il caffè

Il titolare ha dichiarato di averlo fatto per non lucrare sulla clientela. Un gesto nobile, niente da eccepire. La questione, però, è più complicata. Il problema non è il Caffè dei Carracci, piuttosto la tendenza del pubblico a glorificare operazioni simili: è accaduto anche quest’estate, quando nel pieno della scontrino-mania è stata riproposta dai media la storia del bar di Alia, in provincia di Palermo, dove l’espresso costa ancora 30 centesimi. Un prezzo talmente fuori tempo che fa entrare di diritto il locale in un campionato a parte, dove gioca da solista. Eppure i commenti entusiasti dei consumatori lasciano trapelare una certa invidia per gli abitanti di Alia, così come per quelli di Messina, dove c’è una delle tazzine più economiche d’Italia. Senza considerare che, forse, qualcuno (i coltivatori) e qualcosa (l’ambiente) sta pagando al posto nostro.

Che ne è della sostenibilità?

Aumenta tutto, dal pane alla frutta, e si consolida di pari passo la pretesa di pagare l’espresso – almeno quello – a un prezzo equo. Cosa c’è di equo, però, in un prodotto derivato dallo sfruttamento di altre persone (in moltissimi casi donne), dall’impoverimento dei terreni destinati alle piantagioni? Sono equi i contratti dei baristi nella maggior parte dei locali? Può aumentare tutto in Italia, ma non il caffè, che da sempre qui ha uno dei prezzi più stracciati d’Europa. E se la qualità media del caffè nei bar della Penisola è bassa è anche per questo motivo. Per le scelte delle materie prime fatte a monte, per il livellamento verso il basso a cui si continua ad assistere, con tanto di corsa a chi chiede meno, quando invece ciò che serve è un’evoluzione culturale, un cambio di mentalità. Senza contare che 100 tazzine di bassa qualità al mese, vendute a 1 euro l’una, portano lo stesso guadagno di 50 buoni caffè proposti a 2 euro – attuale prezzo minimo per chi vuole fare qualità – con benefici per tutti, soprattutto per la parte più debole del comparto, gli agricoltori. Sostenibilità è la parola più abusata degli ultimi anni, ma non per il caffè, che resta il grande escluso dei consumi etici.

 

 

TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE...
Un bar di Ro...
Random24

Corsi per Appassionati

Corsi per Professionisti

University

Master

© Gambero Rosso SPA – Tutti i diritti riservati.

Made with love by Programmatic Advertising Ltd

Made with love by Programmatic Advertising Ltd

© Gambero Rosso SPA – Tutti i diritti riservati

La più autorevole guida del settore dell’enologia italiana giunge quest’anno alla sua 37sima edizione. Vini d’Italia è il risultato del lavoro di uno straordinario gruppo di degustatori, oltre sessanta, che hanno percorso il Paese in lungo e in largo per selezionare solo i migliori: oltre 25.000 vini recensiti prodotti da 2647 cantine. Indirizzi e contatti, ma anche dimensioni aziendali (ettari vitati e bottiglie prodotte), tipo di viticoltura (convenzionale, biologica, e biodinamica o naturale), informazioni per visitare e acquistare direttamente in azienda, sono solo alcune delle indicazioni che s’intrecciano con le storie dei territori, dei vini, degli stili e dei vignaioli. Ogni etichetta è corredata dall’indicazione del prezzo medio in enoteca, delle fasce di prezzo, e da un giudizio qualitativo che si basa sull’ormai famoso sistema iconografico del Gambero Rosso: da uno fino agli ambiti Tre Bicchieri, simbolo di eccellenza della produzione enologica. che quest’anno sono 498.

In edicola

No results available

Reset

No results available

Reset