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"Troppi turisti? Introduciamo prenotazioni limitate per entrare in città". Parla l'economista Jan van der Borg

Il docente dell'università Ca' Foscari di Venezia parla dell'annoso problema dell'overtourism, che colpisce sempre più città italiane: "Il modello Venezia? Implementato male, troppe esenzioni"

  • 22 Luglio, 2024

Per contrastare l’overtourism nelle città italiane invase durante i mesi estivi serve «un sistema di prenotazione con dei limiti che tengano conto della capacità di carico, e incentivino i visitatori a spostarsi dai periodi più frequentati a quelli più scarichi». Jan van der Borg, economista e docente dell’università Ca’ Foscari di Venezia e a Lovanio, non usa mezzi termini per parlare del problema legato ai flussi turisti che rischiano di esasperare molte realtà italiane. In un’intervista a Repubblica parla del modello Venezia e il ticket giornaliero (qui per sapere come si compra), che secondo lui non funziona: «Far contribuire alle spese chi visita non è un’idea sbagliata, ma è stata implementata male, con un sistema pieno di esenzioni e dagli alti costi di gestione. Inoltre, non ha ridotto i flussi».

Un sistema di prenotazione “democratico”

Tornano al sistema di prenotazione, van der Borg sostiene che sia «il più democratico». Ci sono alcuni siti, come la Città proibita di Pechino o l’Alhambra di Granada, che «già lo applicano». Al momento, però, la misura non riguarda intere città o centri storici, «ma credo che in alcuni ci si arriverà inesorabilmente». Quanto al pagamento: «Nei musei si paga, penso che un contributo si possa chiedere anche a chi visita un centro storico», aggiunge.

Il sistema di prenotazione, dunque, permetterebbe alle città più frequentate durante le vacanze di tirare il fiato. «Qualsiasi destinazione – spiega – ha una soglia massima che si chiama capacità di carico, data dalle sintesi dei sistemi che offre ad abitanti, pendolari e turisti: trasporti, parcheggi, ristoranti, monumenti, spazi pubblici. Quando la domanda cresce troppo e uno di questi sistemi va in crisi nasce una conflittualità tra i locali e chi visita» Venezia, ad esempio, riceve 30 milioni di visitatori l’anno contro una capacità stimata di 19 milioni, «città come Verona stanno cominciando a sperimentare l’effetto devastante sul centro storico».

Il problema degli affitti brevi

C’è poi l’annosa questione degli affitti brevi, tra i problemi più sentiti dai cittadini, con la moltiplicazione degli affitti turistici e il loro effetto su prezzi e disponibilità di case. «Il nesso tra affitti brevi e disagio abitativo o spopolamento dei centri storici è difficile da dimostrare», dice l’economista a Repubblica. Certo, «qualcosa va fatto», ma «senza demonizzare chi mette un appartamento sulle piattaforme, ma semmai chi ne ha 40 o 50, di fatto un albergo abusivo».

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