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Se Trump si prende la Groenlandia potrebbe scoppiare una nuova Guerra del whisky

Il conflitto pacifico tra Danimarca e Canada è stato combattuto a colpi di bandiere e distillati piantati nella piccola isola di Hans. Adesso, le mire espansionistiche del tycoon riaprono la questione

  • 10 Gennaio, 2025

Le recenti dichiarazioni di Trump sull’acquisizione della Groenlandia da parte degli Stati Uniti hanno instaurato nuove tensioni a livello internazionale. «La Groenlandia è nostra. Non è in vendita e non lo sarà mai», ha dichiarato fermamente il Primo Ministro groenlandese Múte Egede. Eppure, non è la prima volta che la Groenlandia si trova al centro di un conflitto a livello territoriale, che riguarda anche l’alcol. Per diverso tempo, infatti, l’isola di Hans, rivendicata dalla Groenlandia (territorio autonomo danese), è stata contesa con il Canada in quella che è stata chiamata la Guerra del whisky. «Con le mire espansionistiche di Trump sulla Groenlandia, si riaccenderà anche questa guerra?» si chiede il giornale Drinks Business.

Le origini della guerra del whisky

Ma facciamo un passo indietro. La Guerra del whisky è stato un conflitto peculiare, concluso nel 2022, in cui Danimarca e Canada per anni si sono contesi la piccola isola di Hans (1,3 Km di territorio) in maniera totalmente pacifica. A partire dal 1933, infatti, le due nazioni, volendo delineare i confini artici per lo sfruttamento delle risorse nella regione, iniziarono un intenso dibattito sulla sovranità dell’isola. L’Accordo relativo alla delimitazione della piattaforma continentale tra Groenlandia e Canada, sottoposto alle Nazioni Unite il 17 dicembre 1973, stabilì un confine marittimo immediatamente a nord e sud dell’isola di Hans. Tuttavia, il trattato non risolse la questione della proprietà, che non fu attribuita a nessuno dei due paesi.

Un bicchiere di whisky

Un conflitto combattuto con bandiere e distillati

Ed è a questo punto che entra in scena il whisky. Furono alcuni soldati canadesi a dare il via alla “guerra” nel 1984, innalzando la bandiera nazionale sull’isola e lasciando una bottiglia del loro whisky. Poco tempo dopo, un ministro danese in visita sul territorio della disputa, issò la bandiera danese, lasciando una bottiglia di grappa e una nota  con la scritta «Benvenuti nell’isola danese».

Per diversi anni, militari danesi e canadesi, a turno, piantarono le rispettive bandiere,  lasciando a corredo una bottiglia di distillato. Un conflitto non violento, diventato simbolico per la sua peculiarità e la sua risoluzione pacifica. Nel 2022, infatti, Danimarca e Canada hanno finalmente raggiunto un accordo, decidendo di dividere l’isola a metà.  La risoluzione ha stabilito un confine attraverso l’isola di Hans che divide il territorio canadese del Nunavut e il territorio autonomo danese della Groenlandia. Questo accordo ha anche segnato un primato: i due paesi condividono così un ulteriore confine terrestre, in cui il Canada non confina più solo con gli Stati Uniti, così come la Danimarca non confina più solo con la Germania. Ma, dopo le parole di Trump, il futuro appare più incerto e la Guerra del whisky potrebbe finire per trasformarsi in quella del bourbon …

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