Si svolge nella Citroniera della Palazzina di Caccia di Stupinigi (Torino), gioiello sabaudo Patrimonio dell’Unesco, progetto dell’architetto Juvarra, la prima edizione del Salone del Pane, sabato 12 e domenica 13 ottobre. Uno scenario d’eccellenza e simbolico, visto che è proprio alla corte dei Savoia che – per i problemi di salute di Vittorio Amedeo II – il panettiere Antonio Brunero, con le indicazioni del medico Teobaldo Pecchio, inventò i grissini.
Venticinque espositori – piccoli artigiani, aziende agricole, forni di comunità – per un salone dedicato a pane e dintorni (focacce, cracker, grissini, anche un gelato di pane di Alberto Marchetti, tre coni nella guida del Gambero e le “anteprime” dei panettoni) con talk, laboratori, degustazioni. Si parlerà di farine innovative – la farina di grilli (nonostante la Lega voglia vietarla nelle mense), la farina con i fondi di caffè – di aziende agricole e di forni di comunità, realtà di condivisione molto attive in Piemonte. Nato da un progetto di Orticola del Piemonte con il contributo della Camera di commercio di Torino, il Salone promuove la cultura del pane locale e delle sue tradizioni e valorizza la filiera piemontese, creando sinergie di sostenibilità tra produttori, artigiani e consumatori. Che potranno degustare una quindicina di diversi assaggi, anche abbinati con altre eccellenze enogastronomiche. Per riportare il pane al centro, oggetto di studi e di esperienze gourmet, con aziende che sperimentano nuove farine, nuovi prodotti e nuove tipologie di macinazione, lievitazione e produzione, e start up che puntano all’innovazione.
Al Salone si riscopre il piacere di abbinamenti dimenticati o inediti: il pane con il miele di Miemole prodotto nel Parco Naturale di Stupinigi, il cioccolato di Appendino, la marmellata di R.A.M/Radici a Moncalieri, azienda agricola sociale di giovani agricoltori, i formaggi di Borgiattino, il pane e vino (Freisa e Cortese), la fetta di pane con bagna caoda, bagnetto verde e antipasto Gianduja dello storico ristorante San Giors. E poi il laboratorio sulla pizza dedicato ai bambini, i talk su cereali e sulla pizza, gli incontri con i forni di comunità e l’approfondimento su pane agricolo e sostenibilità, solo per citare alcuni appuntamenti in programma. Presenti tra gli altri Panacea Social Farm, cooperativa sociale con una filiera produttiva sostenibile che include anche persone fragili e utilizza solo il grano della Filiera di Stupinigi, Perino Vesco (tre pani nella guida del Gambero, qui invece i migliori panifici di Torino) che fa parte dei Pau, i Panificatori Agricoli Urbani, il Panificio Ficini, altro 3 pani per il Gambero, che utilizza cereali antichi macinati a pietra. E ancora Sesto Gusto e la costante ricerca sugli lievitati di Massimiliano Prete (3 spicchi nella guida Pizzerie), Panatè, nuova cooperativa sociale onlus che impiega detenuti nella realizzazione di prodotti da forno artigianali di qualità, Cricket Nutry, azienda innovativa specializzata nella produzione di alimenti sostenibili a base di farina di grilli e Small Giants, brand italiano di snack, pasta e sostituti della carne a base di farine di insetti, fonte proteica sostenibile del futuro. Il pane ritrova così al Salone il suo ruolo di protagonista gastronomico.
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