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Il piccolo forno di Rieti dove è nata, grazie al signor Adelmo, la torta mimosa

Il pasticcere reatino l'ha ideata negli anni Sessanta, oggi le sue figlie portano avanti la tradizione di famiglia

  • 08 Marzo, 2025

È forse la torta più classica, quella che è perfetta in ogni occasione che sia per festeggiare un compleanno o il dolce della domenica. Parliamo della torta mimosa che nasce dalla creatività di un pasticcere reatino. Oggi le figlie portano avanti l’arte dolciaria del padre tra il laboratorio di Rieti e il punto vendita di Roma.

Il signor Adelmo Renzi davanti le sue torte mimosa

La mimosa di Adelmo

«Mio padre a Rieti è conosciuto da tutti e con lui la sua torta mimosa» a parlare è Maria Rosaria figlia di Adelmo Renzi colui che, forse in modo del tutto inconsapevole, è stato l’inventore di una delle torte più apprezzate e più replicate. «La nostra famiglia è di origine reatina, mio padre è stato un pasticcere di grande talento. Negli anni ’50 si trasferì a Roma per muovere i primi passi nelle cucine dei grandi hotel della Capitale – racconta Maria Rosaria – poi negli anni ’60 tornò a Rieti e fu uno dei fondatori dell’Istituto Alberghiero della città, dove peraltro ha insegnato per oltre trent’anni». Insomma, una vita di lavoro quella di Adelmo che tornato nella sua città natale oltre all’impegno come docente, ebbe la possibilità di aprire un ristorante proprio dentro il Teatro Flavio nel cuore della città di Rieti. Qui tra uno spettacolo e l’altro dava sfogo alle sue doti di pasticcere organizzando dei coffee break nel foyer. «Gli attori non vedevano l’ora di dedicarsi una pausa perché appena lasciavano il palcoscenico trovavano la tavola imbandita di ogni bontà, in primis i dolci di mio padre – spiega Maria Rosaria – la torta frangipane, la bavarese al caffè e ovviamente la mimosa».

La torta mimosa Adelmo ce l’aveva in mente da un po’; nel 1960 il signor Renzi decide di partecipare ad un concorso di pasticceria a Sanremo insieme ad una classe del suo istituto Alberghiero, le squadre partecipanti dovevano presentare un dolce inedito e quale migliore occasione per presentare la mimosa? Il dolce, con quel pan di spagna giallo oro tagliato a cubetti e la crema morbida e setosa all’interno, colpisce la giuria e si aggiudica il primo premio. Da lì, la torta mimosa diventa il cavallo di battaglia di Adelmo ed anche il dolce più amato dai reatini… ma non solo! «Nei weekend invernali – racconta Maria Grazia – i romani che andavano a sciare al Terminillo si fermavano da papà per comprare la torta mimosa e portarla nella Capitale e così, in breve tempo la fama di questo dolce si fece largo ben oltre la nostra città.»

Da padre in figlie

Adelmo era un uomo che amava il suo lavoro e soprattutto rispettava il cibo e le materie prime. Fin dove possibile, preferiva realizzare tutto in casa e complice anche l’azienda agricola di famiglia, gran parte dei latticini che usava in pasticceria erano appunto quelli di famiglia. «Per mio padre era impensabile utilizzare latte, panna o burro acquistati dai grossisti – racconta Maria Rosaria – lui tutti i giorni realizzava in casa i panetti di burro che avrebbe poi usato in cucina. Era a dir poco maniacale, ma la differenza si sentiva». E si sente ancora oggi, aggiungiamo noi, oggi che Adelmo non c’è più ma i suoi insegnamenti sono in ottime mani, quelle appunto delle figlie Maria Rosaria, Paola e Alessandra. Adelmo viene a mancare nel dicembre del 2023, ma la sua carriera nel mondo della cucina subisce una “virata” già nel 1989 quando decide di chiudere il ristorante nel Teatro Flavio di Rieti e di dedicarsi solo all’insegnamento. Complice un servizio di una tv giapponese, dedicato al signor Adelmo, nel 2018 le figlie decidono di dare nuova vita alla torta inventa dal loro papà aprendo la prima torteria nel centro di Rieti, in cui acquistare la celeberrima mimosa ma anche tante altre dolcezze. Quattro anni dopo, nel 2022, arriva anche la sede romana nel quartiere Prati.

La ricetta? Top secret!

«Nostro padre ha voluto che la ricetta rimanesse custodita tra i segreti di famiglia e così sarà» dice Maria Rosaria specificando che tutte le torte, mimose e non, vengono realizzate nel loro laboratorio di Rieti e poi una parte vengono trasferiti nella sede di Roma Prati. La shef life della mimosa di Adelmo è brevissima, dal momento dell’acquisto deve essere consumata nell’arco di un paio di giorni «non vuol dire che al terzo giorno non sia buona – specifica Maria Rosaria – ma preferiamo che venga gustata a strettissimo giro perché è una torta realizzata solo in ingredienti freschissimi. Noi nel nostro laboratorio non abbiamo congelatori e surgelatori, a dimostrazione del fatto che lavoriamo solo con il fresco.» Dicevamo la ricetta… Maria Rosaria ha tenuto fede alla promessa fatta al padre quindi non ce l’ha rivelata, fatta eccezione per qualche dettaglio! Oltre al pan di spagna morbido e freschissimo, la crema che va a farcire la mimosa è una crema diplomatica realizzata con della crema pasticcera, panna montanta e un poco di Grand Marnier. E in ultimo, la mimosa di Adelmo  è farcita solo con la crema, non ci sono gocce di cioccolato, pezzetti di fragola o bagne particolari… quindi, diffidate dalle imitazioni!

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