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La storia dei biscotti al burro scozzesi che si regalano la notte di Capodanno

Una parte di zucchero, due di burro e tre di farina. Gli shortbread in Scozia si mangiano tutto l'anno, ma la sera del 31 dicembre, prepararli e portarli ai propri cari è simbolo di buon augurio

  • 31 Dicembre, 2024

Un piccolo dono per un grande augurio. Nella magica notte di Hogmanay, il Capodanno scozzese, visitare i vicini senza un regalo è considerato di cattivo auspicio. Tra whisky e carbone, gli shortbread, friabili biscotti al burro, sono il regalo perfetto, simbolo di abbondanza e tradizione. Con soli tre ingredienti – farina, burro e zucchero – hanno conquistato regine, panettieri e appassionati di dolci in ogni angolo del mondo. Ma attenzione: chiamarli “frolla” sarebbe quasi un affronto.

La storia degli shortbread scozzesi

Gli shortbread, nella loro forma primordiale, non nascono affatto come biscotti. Durante il Medioevo, erano un modo ingegnoso per riutilizzare il pane raffermo: questo veniva cotto una seconda volta, fino a diventare un prodotto friabile e tostato, quasi un antenato degli attuali biscotti secchi. Il nome stesso, shortbread, è rivelatore: short in inglese arcaico significa friabile, una caratteristica che derivava dall’assenza di lievito e dall’abbondanza di burro. Tuttavia, all’epoca il burro era un lusso riservato ai più abbienti, mentre le versioni popolari prevedevano spesso il lievito di birra, tipico degli impasti del pane. Fu solo durante l’epoca Tudor che il burro iniziò a diventare più accessibile, grazie alla crescita della classe media. Ed è qui che gli shortbread cominciarono a somigliare alla delizia che conosciamo oggi.

Tuttavia, il merito della loro consacrazione va a una figura storica ben precisa. Fu Maria Stuarda, regina di Scozia, a trasformarli in un dolce raffinato, sostituendo il lievito con il burro e aggiungendo un tocco francese alla ricetta, grazie agli chef della sua corte. Nascono così i petticoat tails, le tipiche “code di sottoveste”, sottili e croccanti, che la sovrana amava particolarmente. Si racconta che li facesse servire tagliati in due forme distintive: a spicchi (detti petticoat tails, per la somiglianza con i bordi delle sottovesti dell’epoca) o in monoporzioni tonde o rettangolari. Queste forme sono rimaste un marchio distintivo dei biscotti scozzesi fino ai giorni nostri.

La tradizione di Capodanno

Lo shortbread è anche il protagonista, tra la sera del 31 dicembre e il 1 gennaio, del first-footing, l’usanza scozzese di visitare le case a Capodanno portando doni simbolici per garantire fortuna nel nuovo anno. Offrire shortbread agli ospiti richiama antichi riti pagani, legati agli yule cakes (il tronchetto natalizio), dolci che celebravano il sole durante il solstizio d’inverno. In Scozia, il biscotto si lega al concetto di prosperità: ingredienti come burro e zucchero, un tempo costosi, ne facevano un privilegio riservato alle grandi occasioni, come matrimoni o Hogmanay. Grazie all’amore della regina Vittoria (regina del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda dal 20 giugno 1837 sino al 1901) per la Scozia, lo shortbread divenne un simbolo nazionale. La regina e il principe Alberto, che avevano fatto di Balmoral il loro rifugio, introdussero il biscotto nelle grandi cucine inglesi, elevandolo a emblema di ospitalità. Anche oggi, marchi come Walkers mantengono viva la tradizione, producendo biscotti secondo ricette antiche, ma accessibili a tutti.

Il gusto che deve avere uno shortbread perfetto

La consistenza degli shortbread è il loro tratto distintivo: friabile al punto giusto, ma mai secca. Questo li rende diversi dai biscotti di pasta frolla, più ricchi di ingredienti e spesso meno burrosi. Un buon shortbread deve sciogliersi in bocca, lasciando una leggera nota salina che stuzzica il palato. Oramai questi biscotti burrosi si trovano in tutto il mondo, dalle pasticcerie artigianali alle corsie dei supermercati. Le loro forme tradizionali restano due: round shortbread: biscotti rotondi preparati singolarmente e petticoat tails: grandi cerchi divisi in spicchi, ideali da condividere. Gli shortbread sono oggi un simbolo della Scozia, tanto da essere spesso venduti in confezioni di latta con il classico tartan scozzese.

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