Un bicchiere di vino che racconta il territorio, un gin tonic che chiude in bellezza la serata. Piccoli piaceri che il nuovo codice della strada rischia di trasformare in ricordi sbiaditi per paura di multe salate e patenti sospese. E mentre alcuni ristoratori lamentano un calo di vendite degli alcolici a tavola, a Venturina Terme, piccolo borgo dell’alta Maremma livornese, Stefano Sinibaldi, titolare del bistrot Mezzo Km, ha deciso di rispondere con un servizio gratuito per accompagnare a casa i clienti dopo cena.
Sinibaldi non usa mezzi termini per descrivere l’effetto delle recenti normative sulla ristorazione. «Siamo a un 50% di calo delle vendite di vino in Toscana, e nei locali specializzati come il mio è una vera mazzata,» spiega. Con 40 coperti, il Mezzo Km si è costruito una reputazione anche grazie alla carta dei vini e ai 60 gin in assortimento. Eppure, nelle ultime due settimane, molti clienti si limitano a gin zero gradi e rum analcolico, spaventati dalla stretta sui controlli stradali. «La sicurezza viene prima di tutto,» ammette Sinibaldi. «Ma non possiamo ignorare che il vino è cultura, storia, convivialità. È ciò che completa l’esperienza gastronomica. Non sono disposto a rinunciare a tutto questo.»
Per arginare il problema, Sinibaldi ha lanciato un’iniziativa tanto semplice quanto audace: offrire un passaggio gratuito a chi, dopo aver cenato al Mezzo Km, non se la sente di mettersi alla guida. «Alla prenotazione, i clienti possono richiedere il trasporto di ritorno. Un collaboratore o io stesso li accompagniamo a casa. Non ci sono ricarichi sul conto, è solo il nostro modo di prenderci cura di chi ci sceglie.» Un gesto che ha conquistato i clienti: non tanto per il servizio in sé, quanto per l’attenzione che trasmette. «Si sentono valorizzati e tornano,» racconta il ristoratore.
Sinibaldi, però, non si ferma al suo bistrot. Sta lavorando per coinvolgere altri ristoratori di Venturina in un progetto congiunto: un minivan condiviso, che il sabato e la domenica possa riportare a casa i clienti della zona. «Bastano 30 o 40 euro a locale. Venturina è piccola, da un capo all’altro ci si mette cinque minuti. E poi, l’ho detto e lo ripeto: “Venturina per i clienti”. Sarebbe una vittoria per tutti.»
Non mancano le obiezioni. Alcuni lo accusano di farsi pubblicità o di sottrarre lavoro ai tassisti. Sinibaldi, però, accoglie le critiche con pragmatismo: «Come l’ho fatto io, lo possono fare tutti. Tanto più se il beneficio è collettivo. La ristorazione non è solo buona cucina, è un motore di cambiamento sociale. Sta a noi rispondere alle sfide legislative con creatività e responsabilità.»
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