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Social e comunicazione. 5 storie di strategie dei big del fast food

Ci siamo chiesti quali fossero le azioni di comunicazione e marketing adottate dai big dei fast food per fare conoscere il loro marchio e i relativi prodotti. Ecco 5 casi.

  • 27 Maggio, 2019

Nel mensile di maggio del Gambero Rosso siamo andati a spasso con Niko Romito a testare alcuni grandi brand di fast food, da McDonald’s, al Burger King, a KFC. Poi ci siamo chiesti quali fossero le azioni di comunicazione e marketing adottate dai big dei fast food per fare conoscere il loro marchio e i relativi prodotti. Ecco 5 casi.

Logo Mc Donald's

Mc Donald’s

Nel 2012 nella stazione di Varsavia fu installato un tabellone digitale che, accanto a orari di partenze e arrivi dei treni, mostrava le icone di quali prodotti del McDonald’s potevano essere consumati durante il periodo di attesa. Solo coca-cola e patatine, o hamburger, patatine e coca-cola etc… Ovviamente il primo ristorante McDonald’s era a 50 metri. Tutti fotografarono, ripresero e tutti i giornali ne parlarono. Un esempio ben riuscito per far crescere la brand awareness e acquisire nuovi clienti.

Logo Burger King

Burger King

Lo scorso anno Burger King Spagna lanciò sul suo Instagram la campagna “Stories Ordering” con la chiamata “Have it your way”, dando la possibilità agli utenti di personalizzare il proprio Whopper, panino di punta della casa. Tutto questo come? 9 sondaggi lanciati in altrettante Instagram stories, una per ogni ingrediente. L’utente, dopo aver risposto, riceveva in direct message un coupon per ritirare il suo Whopper personalizzato gratuitamente. Risultati? Circa 45mila utenti coinvolti, 270mila interazioni, +10% follower, profilazione dettagliata dei gusti degli utenti, spendendo praticamente zero! Chapeau.

Logo KFC

KFC

Lo scorso anno la campagna “Hot&Spicy” fece letteralmente il giro del web. Furono realizzate delle grafiche raffiguranti pollo fritto al posto di fumo e fuoco emessi da un veicolo dragster e da un razzo spaziale durante la partenza. Le immagini furono stampate sulle tovagliette di carta di KFC che venivano servite con pollo fritto piccante.

Logo Domino’s Pizza

Domino’s Pizza

Nell’agosto del 2018 Domino’s Pizza Russia lanciò una chiamata sui social: 100 pizze gratis all’anno per 100 anni per chi si fosse tatuato il logo dell’azienda. Al contest aderirono talmente tanti utenti che la campagna diventò virale: l’azienda fu costretta a chiude tutto prima del previsto. In una settimana parteciparono all’iniziativa circa 350 utenti che ora vengono costantemente riforniti di pizza gratis! Con una perdita non indifferente per l’azienda. Fallimento da troppo successo.

Logo Five Guys

Five Guys

Grande esempio di pubblicità a livello di store e di competizione è l’idea dei Five Guys Games che si disputano ogni due anni. Nella gara a eliminazione sono coinvolti tutti i dipendenti degli store Five Guys USA messi l’uno contro l’altro per selezionare – ad esempio – chi taglia meglio e più veloce le patate, chi sporziona meglio il formaggio. Come in un vero e proprio campionato si scelgono i vincitori assoluti che portano a casa 50mila dollari (primo posto), 25mila (secondo posto) e 15mila (terzo posto) con tutti i complimenti dei loro capi e una gran pubblicità per il locale in cui lavorano.

E chi ha inventato l’International Burger Day?

Nessuno sa veramente quando sia stata creata questa festa, ma molte fonti concordano sul fatto che sia stata lanciata da Mr. Hyde, un daily email service inglese che si occupa di stile, cultura, film e ovviamente cibo. Mistero risolto? Non proprio, dato che il Mr. Hyde Burger Day si festeggia il 27 agosto!

a cura di Antonella Dilorenzo

Articolo uscito nel numero di maggio del Gambero Rosso. Il numero lo potete trovare in edicola o in versione digitale, su App Store o Play Store

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La più autorevole guida del settore dell’enologia italiana giunge quest’anno alla sua 37sima edizione. Vini d’Italia è il risultato del lavoro di uno straordinario gruppo di degustatori, oltre sessanta, che hanno percorso il Paese in lungo e in largo per selezionare solo i migliori: oltre 25.000 vini recensiti prodotti da 2647 cantine. Indirizzi e contatti, ma anche dimensioni aziendali (ettari vitati e bottiglie prodotte), tipo di viticoltura (convenzionale, biologica, e biodinamica o naturale), informazioni per visitare e acquistare direttamente in azienda, sono solo alcune delle indicazioni che s’intrecciano con le storie dei territori, dei vini, degli stili e dei vignaioli. Ogni etichetta è corredata dall’indicazione del prezzo medio in enoteca, delle fasce di prezzo, e da un giudizio qualitativo che si basa sull’ormai famoso sistema iconografico del Gambero Rosso: da uno fino agli ambiti Tre Bicchieri, simbolo di eccellenza della produzione enologica. che quest’anno sono 498.

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