I pendolari italiani che quotidianamente si spostano in massa da casa al lavoro, e viceversa, ci hanno fatto il callo. Ma non c’è posto migliore della metropolitana di Tokyo per comprendere il concetto di ora di punta. Sull’affollatissima Tozai Line, per esempio, tra le 7.50 e le 8.50 del mattino di un giorno feriale transitano in media 70mila persone: il 199% in più di quanto permetterebbe la capacità dei mezzi (sono 27 i treni che coprono la tratta nell’ora incriminata, per una portata inferiore alle 40mila persone). Insomma, pur nell’efficientissima capitale giapponese, dove l’ordine e l’organizzazione sono valori sacri, il problema del sovraffollamento degli spazi pubblici e dei mezzi di trasporto sembra insormontabile, e la metropolitana di Tokyo conquista la testa di una poco invidiabile classifica delle più affollate del pianeta. Il risultato è quello conosciuto a ogni latitudine del mondo: disagi e malcontento che serpeggiano tra i passeggeri stipati nei vagoni, disposti persino a trattenere il respiro pur di non perdere la prima corsa disponibile. Ecco perché la Tokyo Metro Company ha deciso di lanciare un’iniziativa piuttosto singolare per dissuadere i giapponesi a frequentare il metrò negli orari più congestionati.
L’esperimento è già stato avviato sulla Tozai Line e la ricompensa proposta dalla compagnia ha molto a che fare con le più comuni abitudini alimentari degli abitanti di Tokyo: chi per dieci giorni consecutivi accetta di spostarsi in metro prima dell’ora di punta riceve in cambio un coupon per ritirare una ciotola di zupa di noodles offerta dalla Tokyo Metro. Al momento i passeggeri intenzionati a partecipare sono invitati a iscriversi online, utilizzando il proprio abbonamento ai mezzi pubblici per registrare la propria presenza ai tornelli negli slot orari meno affollati, stabiliti secondo un calendario stilato per ogni stazione compresa nel tratto interessato. Se almeno duemila persone aderiranno all’iniziativa, il programma di ricompense gastronomiche sarà confermato (in caso contrario, tutti a bocca asciutta) e persino rafforzato, con la prospettiva di offrire ai volenterosi pendolari – qualora almeno 3mila di loro accettassero la sfida – anche una tempura omaggio, prefigurando così un lunch menu pronto all’uso a spese della compagnia dei trasporti. Con l’auspicio che prendere i giapponesi per la gola possa rivelarsi una mossa vincente in vista delle Olimpiadi 2020, quando a Tokyo potrebbe riversarsi un numero di visitatori ingente, pesando ulteriormente sugli standard del trasporto pubblico.
Correre ai ripari per evitare la congestione totale in vista dell’evento che sta catalizzando la maggior parte degli interventi infrastrutturali nella metropoli popolata da 10 milioni di persone è l’obiettivo. Sempre in quest’ottica, qualche mese fa, lo storico mercato del pesce Tsukjji ha traslocato in una nuova sede, sull’isola artificiale di Toyosu. Intento dichiarato modernizzare i processi di conservazione e vendita del pesce. Ma di sicuro ha pesato sul trasferimento la necessità di aprire un’autostrada per collegare il villaggio olimpico con lo stadio dei Giochi. Ora invece l’attenzione si concentra sulla metropolitana: l’esperimento proseguirà fino all’inizio di febbraio, Metro An – il noodle shop affiliato con la compagnia dei trasporti – è già allertato, pronto a distribuire ciotole di soba fumante. Presto sapremo se i giapponesi hanno seguito la pancia.
a cura di Livia Montagnoli
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