Venezia impone una nuova stretta per arginare gli effetti negativi dell’overtourism. Le comitive di turisti, al seguito delle guide, non potranno superare la soglia di 25 persone, né chi le accompagna potrà utilizzare i megafoni. Insomma, basta calle e ponti affollati con gruppi enormi che bloccano le strade veneziane, con effetti negativi sulla qualità di vita dei residenti (qui il caso di Santorini e il paradosso italiano). La decisone è stata presa dal Consiglio comunale lo scorso febbraio ma è entrata in vigore il 1° agosto, «per tutelare dal sovraffollamento il centro storico e le isole di Murano, Burano e Torcello», scrive il Corriere della Sera.
Venezia è sicuramente l’emblema dell’invasione turistica e dei suoi effetti negativi. Ormai mesi fa il sindaco Luigi Brugnaro e la sua giunta hanno imposto un ticket giornaliero per accedere alla città, con l’obiettivo di ridurre il cosiddetto “turismo mordi e fuggi”, ovvero quei visitatori che girano la laguna in giornata e che non usufruiscono dei servizi di ospitalità per cui è obbligatorio pagare la tassa di soggiorno. La sperimentazione del biglietto si è conclusa a maggio: dopo 15 giornate (sulle 29 previste per il 2024 fino a luglio) i visitatori che si sono registrati in anticipo e hanno pagato 5 euro sono stati complessivamente quasi 248mila con un incasso di 1,24 milioni di euro. Se la media giornaliera degli ingressi a pagamento (16.527) è rimasta costante nelle 14 giornate che ci sono state da maggio fino a luglio, nelle casse della Serenissima sono arrivati 2,4 milioni di euro.
Eppure, il consigliere comunale Giovanni Andrea Martini, capogruppo della lista “Tutta la città insieme”, parla di «fallimento clamoroso». Il contributo d’ingresso infatti non sembrerebbe un freno all’iperturismo: gli arrivi registrati «sono numericamente superiori rispetto ad anni precedenti».
Resta da capire se le nuove regole incideranno sui comportamenti dei flussi turistici e li renderanno più sostenibili per chi abita in città. Nel dettaglio, dal 1° agosto ciascuna guida, accompagnatore o altro soggetto comunque individuato come riferimento del gruppo, non potrà accompagnare in giro per la laguna più di 25 clienti per volta, ovvero la metà dei passeggeri di un pullman turistico (non rientrano nel conteggio i bambini fino a 2 anni d’età), né utilizzare altoparlanti che disturbino gli altri utenti della strada ma parlerà ad alta voce o via auricolare. Solo i gruppi scolastici potranno superare la nuova soglia.
«Per la prima volta siamo stati ascoltati in un dialogo che continuerà e il risultato, in associazione, ha suscitato opinioni discordanti – ha detto Carlotta Vincenti, presidente dell’Associazione guide turistiche di Venezia – Il veto agli altoparlanti è condiviso e la maggioranza, non tutti, vede il limite ai gruppi come una soglia che non risolve il problema dell’overtourism, il sovraffollamento di turisti, ma rappresenta senz’altro un primo contributo a rendere il turismo più sostenibile per i cittadini e per Venezia. Il tour, poi, potrà risultare più costoso per meno visitatori ma la qualità del servizio sarà di conseguenza più elevata». L’assessore alla Sicurezza, Elisabetta Pesce ha ricordato che quella entrata in vigore è «un’importante misura per migliorare la gestione dei gruppi organizzati in centro storico e isole, promuovendo il turismo sostenibile e garantendo la protezione e sicurezza della città».
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