“Potrei usare una tazza? Proviamo”. Esordisce così Samantha Cristoforetti nel suo video-tutorial per preparare il caffè nello spazio. O meglio, per degustarlo, perché il caffè è già pronto, in una bustina di plastica da versare in una tazza speciale.
@astrosamantha Having a nice cup of coffee looks slightly different in space… Check it out! #MissionMinerva #CoffeeBreak #SpaceTok ? Coffee Break (feat. Richard Bona) – Jonah Nilsson & LUCAS
Il primo, divertente tentativo postato sui suoi canali social (dove l’astronauta spesso condivide pillole di vita quotidiana in orbita) prevede l’uso di una normale tazzina, che infatti non funziona. Allora Cristoforetti tira fuori la Space Cup, tazza studiata appositamente per sorseggiare la bevanda in assenza di gravità. “Questo angolo fa fluire il caffè verso il bordo tramite un’azione capillare” spiega, riuscendo a bere finalmente il suo meritato espresso. Un gesto che risulterebbe semplicissimo sulla Terra, ma che nello spazio assume tutto un altro significato. A produrre il caffè, la ISSpresso, la prima macchina espresso a capsule inventata per le missioni spaziali, realizzata dalla Stazione Spaziale Internazionale, Argotec e Lavazza: è stata proprio “AstroSam” – come si fa chiamare sui social – a bere la prima tazzina zero-gravity il 3 maggio 2015.
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