Balzata agli onori della cronaca per il siparietto canoro al Grande Fratello Vip in cui declinava, non troppo elegantemente, un successo di Julio Iglesias “Besame mucho”, Rosy Chin è la chef di TikTok che negli ultimi giorni sta facendo parlare molto di sé.
37 anni, Rosy Chin è nata e cresciuta a Milano e proviene da famiglia di origini cinesi. Di lei dice: “Troppo cinese per gli italiani e troppo italiana per i cinesi”. Ha passato gran parte della sua vita dietro le cucine professionali, giacché i suoi genitori sono ristoratori da decenni: pare che il padre Chung Hung sia stato uno dei cuochi a diffondere la buona cucina cinese a Milano.
Collaboratrice del sito GialloZafferano, è nota anche per la sua comparsa nella serie tv The Ferragnez con il suo ristorante Yokohama, frequentato da Fedez.
Il cibo è stato croce e delizia: racconta di aver avuto, nel corso della sua vita, “60 chili di rabbia in più” (ormi persi), frutto della difficoltà di integrazione nella cultura italiana.
“Bacchette pronte! Chin Chin da Rosy Chin”. È questo lo slogan con cui apre tutte le sue videoricette su TikTok. La cucina non è solo cinese, ma spazia anche in quella italiana, regione per regione. Ed è così che crea dei piatti in cui le culture orientali e occidentale si combinano benissimo. Come non menzionare i ravioli alla nduja che strizzano l’occhio alla Calabria, o quelli cinesi dal cuore romano o siciliano.
@thequeenrosychin CuoriChin ascolta tutti e impara da molti … ma la cosa più importante è vivere la vita a modo nostro, alla tua MANIERA per essere sempre la versione migliore di te circondandoti di persone positive allacciandoti alla frequenza della gratitudine! Intanto assaggiate questa tartare di manzo con rucola e anacardi e scrivetemi nei commenti come vi sembra #Bacchettepronte#ChinChinDaRosyChin#tiktokfood#perte#fyp ? suono originale – Rosy Chin
Ritmo, competenze in cucina e simpatia (che non guasta mai): queste le skills con cui ha catturato i suoi follower su TikTok (@thequeenrosychin), che ad oggi sono oltre 442 mila, e su Instagram 384mila. Le sue non sono classiche ricette con indicazione precisa di ingredienti, dosi e procedimento, ma pure essendo indicati (anche se non sempre, o almeno dove serve), la performance e il risultato finale contano di più. Tant’è che per attrarre follower ha messo in campo le sue abilità con la lingua italiana: le declinazioni regionali sono il suo forte. È capace di riprodurre molte inflessioni come quella pugliese, calabrese, siciliana, veneta.
Si chiama Yokohama il ristorante giapponese che Rosy Chin gestisce a Milano con il marito Paolo La Quosta, anche lui chef. Quello che propongono è una cucina giapponese, dove non manca il sushi, ma la contaminazione è il core delle preparazioni. Fra chirashi, tataki, tempura fanno capolino i piatti fusion come il Filetto di manzo ai cinque aromi con salsa teriyaki e tartufo nero o ancora King grab: bocconcini di granchio reale cotti al vapore serviti su crema di cocco, zenzero, pepe dello Sichuan e chips di porri. Il menu, poi, lascia grande spazio ai ravioli, attori principali delle videoricette di Rosy Chin. Sulla carta vengono menzionate almeno otto tipologie.
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