La sponda bresciana del lago di Garda è nota essere meta di un turismo sempre più esigente. Stranieri e non affollano le rive del Benaco da Gargnano a Sirmione alla ricerca di strutture ricettive di prim’ordine e ristoranti di qualità. Non a caso, in questo tratto di costa, sono molti i ristoranti che si fregiano della stella Michelin e delle nostre forchette. Come il Capriccio a Manerba del Garda: aperto nel 1965 e stellato dal 1999, festeggia i sessant’anni di attività giusto quest’anno.
Giuliana Germiniasi in cucina ha ereditato la passione dai genitori e l’ha condivisa con il marito Giancarlo Tassi, maître e sommelier di grande maestria, fino al tragico novembre 2009 che l’ha strappato dalla famiglia. La figlia Francesca, allora liceale con una prospettiva universitaria davanti a sé, decise di affiancare la mamma nella conduzione del ristorante. Per anni il Capriccio è rimasto inspiegabilmente in un “limbo” di immagine che ha rischiato di offuscarne il prestigio. «Non abbiamo mai arretrato su nulla ma abbiamo avvertito che qualcosa andava fatto» commenta al riguardo Francesca Tassi. «Dovevamo toglierci di dosso l’impronta del passato, svecchiare il locale e investire, guardando al futuro».
A ridosso del periodo pandemico quindi si cambia look, negli arredi e nei colori. Anno dopo anno, madre e figlia non lesinano sforzi ed energia per rinfrescare ambiente e proposta: gli interni si colorano, arrivano nuove sedute e tavoli con apparecchiature di pregio, bagni da restare a bocca aperta e la terrazza coperta rimane sempre lì a proiettare lo sguardo sulla baia e sulla rocca che domina Manerba. In cucina Giuliana si circonda di giovani talentuosi e con giuste ambizioni, l’ultimo dei quali risponde al nome di Marco Pezzaioli, sous-chef con esperienze importanti all’estero (Petite Nice a Marsiglia e Mosconi in Lussemburgo) e recente finalista della San Pellegrino Young Chef.
La carta mantiene giocoforza alcuni capisaldi come lo spaghettone all’astice e lime (piatto storico dal 1965) e la zuppetta di frutti rossi, gelato al latte e meringa fiammata (che da soli meriterebbero il viaggio), ma si rinnova e si arricchisce con un nuovo degustazione dedicato al mare (85 euro) che ha nel risotto ostrica, shiso e zenzero il coronamento di questo percorso di rinnovamento. «Introdurremo inoltre una proposta a prezzo calmierato per i più giovani» continua Francesca «ma non arretreremo mai sulla golosità e sulle porzioni generose, prerogativa della cucina di mia mamma che da sempre intercetta il volere della nostra clientela, specie quella locale». Sebbene il lago domini la vista, il mare resta da sempre il protagonista della tavola al Capriccio. Sogliola, foie gras, latte di mandorla e cime di rapa, coda di rospo alla mugnaia, insalatina di carciofi, bottarga e pecorino e scampi aperti in forno agli aromi del Garda e maionese espressa dominano la carta attuale. Per chi non ama il pesce, le alternative ci sono, compresa qualche incursione vegetariana. La carta dei vini è stata il vanto di papà Giancarlo, e la chicca finale sono le tisane al carrello per accompagnare la piccola pasticceria nascosta in colorate scatole multiforme. A differenza di molti colleghi in zona, infine, il Capriccio rimane operativo tutto l’anno, con un’apertura limitata dal giovedì alla domenica nei mesi invernali.
Capriccio – Manerba del Garda (BS) – loc. Montinelle – p.zza San Bernardo, 6 – 0365 551124 – ristorantecapriccio.it
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