60 milioni di euro. Tanto è costata la prima fase del restyling dell’aeroporto di Linate, scalo milanese alla prima periferia della città, che durante il cantiere degli ultimi tre mesi, aspettando la riapertura, è stato ingegnosamente ripensato come sede di eventi e spettacoli musicali (chiedere a Jovanotti). Dalle 6 del mattino di sabato 27 ottobre, però, lo scalo gestito da SEA è di nuovo operativo con un traffico aereo previsto di 300 voli giornalieri. La punta di diamante del rinnovamento è la pista di decollo e atterraggio lunga 2400 metri (per 60 di larghezza), costata da sola 21 milioni di euro e realizzata con tecniche e materiali all’avanguardia. Poi c’è la nuova facciata progettata da Pierluigi Cerri, che accoglie i viaggiatori all’ingresso dell’edificio principale. All’interno, e questo è l’aspetto che ci interessa più da vicino, sono stati ripensati tutti gli spazi commerciali, con il mezzanino deputato, provvisoriamente, a ospitare l’offerta ristorativa dell’aeroporto, almeno fino a quando, nel 2021, non saranno pronte le nuove aree adibite allo shopping e alla ristorazione. Nei prossimi mesi, dunque, si continuerà a lavorare, investendo ancora 27 milioni di euro per l’ammodernamento e l’ampliamento del cosiddetto corpo F, che, su tre piani – imbarco, shopping, ristorazione – sarà il vero fulcro di un aeroporto all’avanguardia, che sarà raggiunto presto anche dalla metropolitana.
Dunque, rinviata di almeno un anno l’annunciata apertura di numerose realtà della ristorazione interessate a sfruttare la vetrina dello scalo milanese, cosa deve aspettarsi chi raggiungerà Linate nei prossimi mesi? Sicuramente una conferma, che risponde al nome di Michelangelo Citino. Proprio all’inizio dell’estate, lo chef che dà il nome al ristorante Michelangelo si è guadagnato il riconoscimento di miglior Airport chef al mondo, in occasione dei Fab Awards 2019, Oscar assegnati alla ristorazione aeroportuale. Il cuoco italiano, veterano del settore e da un paio d’anni presente con la sua insegna anche a Roma, presso il Terminal E dello scalo Leonardo Da Vinci di Fiumicino, ha scelto di scommettere su una proposta fine dining in aeroporto in tempi non sospetti, anticipando una tendenza ormai trasversale. E con lui ha creduto nella scommessa il gruppo Areas MyChef, che gestisce l’intera offerta a Linate.
Tra i nuovi accordi siglati dal gruppo, immediatamente apprezzabili dai viaggiatori, due sono le novità da segnalare. Dopo il inaugurato nel centro di Milano, anche a Linate arriva la pasticceria di Roberto Rinaldini; il pasticcere romagnolo ha avviato da qualche tempo una decisa espansione del brand (presente anche in stazione Termini, a Roma), e in aeroporto apre il suo spazio nella zona degli arrivi, con 120 metri quadri a disposizione per esporre l’assortimento dolce e salato della casa. La pasticceria, ben riconoscibile grazie ai colori di scuderia di Rinaldini (nero e fucsia), proporrà brioche e croissant per la colazione, cioccolato e praline, macaral (i macaron della casa), piccola pasticceria e dolci al cucchiaio. Ma anche alternative salate per la pausa pranzo, dalle piadine romagnole alla pizza farcita. Con apertura dalle 7 alle 23.30.
Mentre ci spostiamo alle partenze per trovare il corner di Patatas Nana, patatine made in Italy, nate dall’intuizione della squadra di Nana Bistrot, a Senigallia, e oggi avviate a conquistare il mercato delle chips in busta, grazie alla qualità degli ingredienti utilizzati (le patate arrivano dalla Spagna, varietà Agra, e fritte in olio di girasole puro a 155°C; si mantengono al massimo per 5 mesi, a differenza delle altre patatine in commercio) e alla freschezza del format. A Linate, le patatas Nana saranno servite sfuse, in vaschette da passeggio, e proposte con diversi condimenti d’accompagnamento, dal curry piccante alla paprika dolce affumicata, all’abbinata lime e pepe nero, all’aceto balsamico di Modena Igp. Scenografico anche l’allestimento, con la Nana_lampada ideata per scaldare le chips al momento, prima di servirle al cliente. Di sicuro, lo snack è destinato a fare proseliti tra i viaggiatori che attendono di imbarcarsi al gate.
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