Il 16 ottobre scorso un gruppo di 20 organizzazioni e più di 1000 professionisti della salute del Regno Unito, raggruppati sotto la sigla Plants First Healthcare Campaign, hanno inviato una lettera a tutte le aziende ospedaliere del Servizio Sanitario Nazionale inglese, agli Integrated Care Board e al Dipartimento della Salute di tutte e quattro le nazioni chiedendo che i pasti a base vegetale diventino la norma nelle strutture sanitarie del Paese. Una richiesta che nasce dall’esigenza di rendere più salubri e sostenibili i pasti delle strutture ospedaliere. Una scelta che si intreccia anche con l’approccio di alcune scuole inglesi che stanno scegliendo pasti “plant based” per i propri alunni.
Sostanzialmente la richiesta di chi lavora nel settore della salute si sviluppa su due canali: la scelta vegetale come alternativa più salutare, ma anche come quella più sostenibile a livello ambientale. Secondo i promotori dell’iniziativa, infatti, i pasti a base vegetale possono avere benefici diretti per la salute: incoraggiando un maggiore consumo di frutta, verdura, cereali integrali e legumi si può ridurre l’incidenza di malattie cardiache, pressione alta, diabete di tipo 2, obesità e alcuni tumori. Per quanto riguarda l’aspetto ambientale la lettera inviata dai promotori della campagna alle istituzioni inglesi riporta dati molto chiari: un tipico pasto a base vegetale utilizza il 75% di terra in meno e ha un impatto sulla biodiversità inferiore del 66% rispetto a uno contenente carne. Nel caso specifico del Regno Unito il 70% delle emissioni totali legate al cibo proviene solo dalla produzione di carne rossa e latticini.
La campagna fa leva anche sui buoni risultati ottenuti nella Grande Mela in questi ultimi anni. Nel 2022 undici ospedali di New York sono passati a un menu “a base vegetale per impostazione predefinita”, con il supporto di medici e dietologi, e hanno ottenuto risultati notevoli: oltre il 50% dei pazienti in quegli ospedali ha scelto pasti a base vegetale e oltre il 90% è stato soddisfatto del proprio pasto. Le emissioni legate al cibo si sono ridotte del 36% e i risparmi finanziari fino a 59 centesimi di dollaro a pasto.
A questo si aggiunge anche un approccio in giovanissima età che punta a creare educazione in materia, ma soprattutto inclusività. Nel gennaio 2022, la Lady of Sion School di Worthing, una città balneare del West Sussex, è diventata quella che si ritiene essere la prima scuola del Regno Unito con una mensa totalmente vegana. Cinque mesi dopo si è rivelata un grande successo, poiché in una società multietnica i pasti vegani sono i più inclusivi in quanto possono mangiarli anche i vegetariani e le persone di qualsiasi religione. A tal proposito il preside Steven Jeffery ha dichiarato a iNews: «I bambini spesso non riescono a credere che sia vegano, e i genitori dicono che ha dato loro l’opportunità di provare dei cibi durante la settimana che non erano sicuri di sapere come gestire a casa. Siamo molto multiculturali, abbiamo musulmani, ebrei, induisti e anche alunni cristiani e non religiosi, quindi è molto bello avere un menu che tutti possono mangiare e non sono esclusi a causa del loro credo religioso». La scuola ha lavorato con un nutrizionista per assicurarsi che i piatti fossero nutrienti e che ogni allergene fosse eliminato nella preparazione.
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