Cinquemila euro per mille recensioni false di hotel e alberghi, centinaia di commenti positivi sul soggiorno che però non c’è mai stato. «Dietro ci sono sempre agenzie fasulle che ci contattano e provano a venderci pacchetti di giudizi per favorire noi oppure sfavorire altri». È la denuncia di Giuseppe Roscioli, presidente di Federalberghi Roma, che spiega a Repubblica Roma il racket che colpisce molti albergatori romani. Una storia purtroppo simile a quella raccontata dal Gambero Rosso qualche mese fa e che ha riguardato i ristoratori della Capitale, minacciati di essere “affossati” con commenti negativi sulle piattaforme online se si fossero rifiutati di pagare un obolo da 400 euro.
Anche l’anno scorso – ricorda Repubblica – qualche general manager e proprietario di strutture alberghiere aveva denunciato la ricezione di pacchetti promozionali per “comprare” recensioni false, che, come è noto, condizionano notevolmente le prenotazioni dei visitatori. Ma ora il fenomeno sembra cresciuto, complice anche l’aumento del turismo in città. «Secondo
quanto ci viene inviato tramite email, la proposta parla di un compenso di 5mila euro per cento recensioni», racconta Roscioli.
Molti albergatori hanno provato a denunciare, ma «quello che gli è stato detto dalle forze dell’ordine è che risalire a chi c’è dietro è molto complicato». Le proposte arriverebbero via email da indirizzi stranieri, difficili da rintracciare. Allo stesso tempo, anche i potenziali clienti vengono colpiti dal racket. «Da mesi – spiega il vicedirettore Barbara Strappato – riceviamo segnalazioni da tutta Italia, e anche da Roma, di persone che ricevono messaggi WhatsApp sui loro smartphone da parte di numeri stranieri», in cui gli viene chiesto di inserire recensioni fasulle sui portali di prenotazione – pro o contro gli hotel – in cambio di denaro. Il corrispettivo può andare dai «30 ai 300 euro al giorno».
Gli albergatori vogliono difendersi, «facendo una buona campagna di informazione contro queste truffe, chiedendo ai propri ospiti di lasciare delle recensioni, di conservare i commenti che si sospetta siano falsi e di approfondire se quella persona ha davvero soggiornato nella struttura».
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