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I ravioli cinesi ripieni di manzo e Castelmagno: la proposta di Mó Mangè, lo street food appena nato a Torino

Siamo all’incrocio di via Andrea Doria con via Lagrange, cuore dell’area shopping fra la stazione di Porta Nuova e piazza San Carlo. Ad aprire la loro quarta attività commerciale sono Leonard Hu e la moglie Valentina

  • 01 Marzo, 2025

Nel panorama, abbastanza affollato, dello street food etnico, a Torino da qualche giorno si segnala l’apertura di Mó Mangè, un piccolo ma centralissimo locale che si rivolge agli appassionati di cucina cinese.

Otto anni di attività

Siamo all’incrocio di via Andrea Doria con via Lagrange, cuore dell’area shopping fra la stazione di Porta Nuova e piazza San Carlo. Ad aprire la loro quarta attività commerciale sono Leonard Hu e la moglie Valentina, che molti conoscono semplicemente come Vale e Leo perché dal 2016 guidano Koi, uno dei più noti e apprezzati ristoranti fusion di cucina orientale del capoluogo piemontese. Nel frattempo la coppia di origine cinese – Valentina, 35 anni è nata a Torino, Leonard, 39, ci è arrivato da piccolo – hanno aperto da poco più di un anno La Deeva, la caffetteria in stile pink, sul modello di quelle presenti (con molto successo anche sui social) in altre città europee, ma che sulle rive del Po ancora mancava. Qui, siamo in piazza XVIII Dicembre, di fronte alla vecchia stazione di Porta Susa, si viene per la colazione, il pranzo, un tè o un aperitivo. “Ma non ha niente a che vedere con la cucina etnica, piuttosto serviamo delle mousse di stile francese che arrivano dal nostro laboratorio” spiega Valentina.

UMAMI è il laboratorio di pasticceria che dal 2022 rifornisce i locali di quello che si può ormai definire un mini gruppo della ristorazione e che serve molti clienti terzi, anche oltre regione e prossimamente l’estero. “Ero io la pastry chef di Koi, ma ci siamo resi conto che serviva uno spazio più grande e abbiamo aperto questo laboratorio di 800 metri quadri dove lavorano 12 pasticceri”.

I ravioli cinesi e i panini

Adesso arriva Mó Mangè ed è ancora Valentina che ci spiega il significato del nome: “Mó significa semplicemente pane ed è la contrazione di ròu jia mó, il pane cotto al forno e a questo abbiamo voluto aggiungerci mangé, mangiare in piemontese, perché questa è la nostra città”. La proposta culinaria è centrata, per il momento, attorno ai ravioli, preparati freschi al momento dalle signore dietro al bancone. Quelli più classici sono ripieni di carne di maiale, cavolo cappuccio e erba cipollina; ottimi anche quelli con la pasta al nero di seppia ripieni di gamberi, mais, zucchine e tobiko. Chi vuole orientarsi su una scelta vegetariana sceglierà l’impasto agli spinaci ripieno di tofu, cavolo cappuccio, funghi shiitake, bambù e orecchie di Giuda. Infine con l’impasto alla curcuma viene abbinata la carne di pollo. La proposta più originale, omaggio al Piemonte, sono i ravioli con impasto alle barbabietole con ripieno di carne di bovino e Castelmagno. I prezzi per 6 pezzi variano dai 6 ai 7,5 €. Per i panini ci si affida a una sfoglia croccante ripiena di carne stufata lentamente o da verdure saltate con l’aggiunta di spezie della tradizione, coriandolo peperoni crudi o cotti (da 5,5 a 7,5 €). E, su richiesta, c’è la possibilità per il cliente di personalizzare il tutto con altre aggiunte.

Il pane di Xi’an, un prodotto tipico dello Shaanxi

Il pane, cotto al forno si presenta piuttosto morbido all’interno e con una buona consistenza croccante e una bella doratura all’esterno. È una qualità di pane tipica di Xi’an, una delle grandi capitali storiche della Cina, dove erano presenti etnie che preparavano abitualmente questo tipo di prodotto lievitato. Zona di contaminazioni perché posta sulla via della seta, dove si incontravano diverse civiltà. La carne che riempie i panini vie cotta per molte ore, utilizzando una ventina di ingredienti, dall’anice stellato alla cannella. Come per i ravioli, ci sono diversi tipi di carne per la farcia, dallo stufato di maiale al vitello brasato fino ai bocconcini di pollo piccante. Anche in questo caso, non manca la versione vegetariana con le verdure miste saltate. Si bevono diversi tipi di tè in bottiglia, bevande dolci cinesi e giapponesi e birra. Per mangiare, oltre all’asporto, c’è qualche posticino al bancone o ai tavoli esterni nel piccolo spiazzo davanti al locale. Aperto con orario continuato dalle 11,30 alle 20,30. Chiuso il lunedì.

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