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Gravidanza

"Quanti chili hai preso?" e altre frasi da non dire a una donna incinta a tavola

Mangi troppo o troppo poco, la pancia è enorme oppure microscopica (sicura sia tutto okay?). Almeno in gravidanza, risparmiateci il body shaming, ché di giudizi noi donne ne subiamo già abbastanza

  • 19 Febbraio, 2025

«Stai benissimo». Me lo sono sentito ripetere per tutta la gravidanza e, lo confesso, mi ha fatto piacere. Sono stata fortunata, ma non va così per tutte. Ogni volta che mi sentivo dire «brava» mi veniva da sorridere: possibile che anche in questi momenti si dia più peso all’aspetto che al benessere generale di una donna? Non ho scelto io che forma dare alla mia pancia (tutta proiettata in avanti), ho curato l’alimentazione per il bene del mio bambino ma non mi sono privata di nulla: mi sono concessa dolcetti, pizza (almeno fino a che il mio bimbo non ha deciso che non l’avrei più digerita). Nessuna rinuncia.

Le frasi da non dire mai a una donna incinta

Ho messo peso solo sulla pancia ma è stata la natura a scegliere per me, non ho meriti per questo. Così come una donna che ingrassa anche sui fianchi o in volto non ha colpe. Le leggende popolari di un tempo ne dicono di tutti i colori: se aspetti un maschio (come nel mio caso) diventi più raggiante, la femmina ti «ruba» la bellezza, il maschio non ti fa venire le nausee (grandissima bugia) e ti porta a desiderare cibi salati (altra bugia). Un mare di sciocchezze che non fanno altro che annoiare le future madri o, nei casi peggiori, farle preoccupare.

Di frasi da non dire a una donna incinta ce ne sarebbero una marea, noi ci limitiamo a elencare quelle relative al cibo.

  1. Quanti chili hai preso?

Quella per il peso è una vera ossessione. La cultura della dieta ha fatto già fin troppi danni, non c’è bisogno di far sentire giudicata anche una donna incinta, che sta affrontando un grande cambiamento fisico ed emotivo. Per tutti quelli che «la gravidanza non è una malattia»: vero, ma è una trasformazione non da poco che comporta un bel po’ di fatica, senza contare che in alcuni casi (come il diabete gestazionale) può portare a delle problematiche più serie.

  1. Hai la pancia troppo grande/troppo piccola

«Un pancione così a soli sette mesi?». Me lo hanno detto diverse signore (estranee), dalla cassiera del supermercato all’anziana in fila al negozio. Vedere la pancia crescere per me è sempre stato motivo di gioia, ma ci sono donne che vivono male il cambiamento fisico e ne hanno tutto il diritto. Per non parlare dei dubbi che si possono instillare nella mente di una futura mamma, specialmente nel caso di pance «piccole» (in base poi a quali standard?): sentirsi chiedere continuamente se il bambino abbia abbastanza spazio può far preoccupare molto una donna che ha già sufficienti timori.

  1. Mangi abbastanza?

Lo stesso vale per la quantità di cibo ingerita. La nausea è un sintomo molto comune e può essere invalidante: riuscire a mandare giù qualcosa nei primi tre mesi diventa impossibile e posso assicurarvi che nessuna vuole nutrirsi meno del necessario per mantenere la linea. Insistere genererà solo frustrazione e, ancora una volta, a meno che non siate il medico curante, il ginecologo, l’ostetrica che sta seguendo quella specifica gravidanza, non avete alcuna base per dare consigli.

  1. Ma neanche un bicchiere?

Esiste una malattia chiamata sindrome del feto alcolico, causata dall’esposizione del feto all’alcol prima della nascita. In generale, quel che è certo è che alcol e fumo sono severamente vietati in gravidanza. La vostra bisnonna ha bevuto un bicchiere di vino rosso al giorno e ha avuto sette figli in perfetta salute? Voi stesse avete fatto delle «eccezioni» e i vostri figli oggi vanno all’università? Buon per voi, buon per la nonna, ma non cercate di convincere le altre a seguire l’esempio.

  1. Come sei esagerata

Una donna che segue le linee guida alimentari della propria ginecologa non è «esagerata», semplicemente attenta. E soprattutto, non fa del male a nessuno: avere un approccio più o meno rigido all’alimentazione in gravidanza è una scelta personale che non impatta in alcun modo gli altri e che, di conseguenza, non dovrebbe essere di interesse altrui.

Basta con l’ossessione per il peso (almeno in gravidanza)

La lista potrebbe continuare all’infinito, ma il punto è sempre lo stesso: fare body shaming (discriminare una persona per il suo aspetto fisico ed esprimere giudizi legati al peso) persino in gravidanza è l’esempio più lampante di quanto la cultura della dieta si sia intrufolata in ogni ambito della nostra società. Uscirne, però, è possibile: occorre fare un grande lavoro su noi stessi e mettere in discussione quel sistema di credenze invisibile che si è subdolamente sedimentato nella nostra mente negli anni. E se proprio non ce la fate, vi prego, in questi nove mesi (quaranta settimane e oltre, per la precisione) cercate di trattenervi. Di giudizi, noi donne, ne subiamo già a sufficienza e di sensi di colpa, noi mamme, ne abbiamo fin troppi. Dateci tregua, almeno col pancione.

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