È giovedì 12 settembre la giornata designata quest’anno per celebrare il Pizza Romana Day, l’orgoglio della pizza romana bassa, croccante e bistrattata da anni di uso improprio dell’appellativo per pizze al piatto variamente mediocri, poco attente alla qualità dell’impasto e degli ingredienti. Eppure, la pizza romana esiste, ha una sua storia, e può contare su degli alfieri pronti a rappresentarla per rivendicare il posto che merita in un panorama nazionale della pizza bello perché vario (per approfondire, manca poco all’appuntamento con la guida Pizzerie d’Italia 2020 del Gambero Rosso). A Roma, e nel Lazio, la tradizione gastronomica legata all’uso e al consumo di pizza abbraccia più stili, dalla teglia che in questi anni ha conosciuto grande fortuna anche nel resto d’Italia e all’estero, alla pala, alla tonda, che invece solo di recente sta trovando modo di riscattarsi grazie all’impegno di alcuni pizzaioli della Capitale, desiderosi di riabilitarne il nome.
Un anno fa, quando la giornata ideata da Agrodolce con il sostegno di Repubblica Sapori e Greestyle è nata, la prima tavola rotonda organizzata con professionisti del settore e addetti ai lavori stilava il Manifesto della Nuova Pizza Romana; un decalogo per profilarne l’identità senza rincorrere scontri di sorta con la cugina più celebre, quella pizza napoletana che da tempo si è dotata di regole solide e rituali di squadra. Intanto, però, a Roma la rinascita della pizza romana – senza, o quasi, cornicione, condita fino al bordo, sottile, croccante e digeribile – avanza, impostando la rotta verso la ricerca di materie prime di qualità e tecniche di lavorazione adeguate. E il Pizza Romana Day, allora come oggi, invita i pizzaioli coinvolti a usare la fantasia, perché al di là dei fondamentali – i condimenti classici sono Margherita, Napoli, capricciosa, funghi, calzone romano – la pizza romana è libertà. La seconda edizione alle porte, quindi, estende il suo raggio d’azione oltre i confini della Capitale, con decine di pizzerie chiamate a interpretare al meglio la pizza romana nelle sue tre varianti: pala, teglia, tonda.
Già dalle prime ore del mattino, dunque, per una merenda salata con un pezzetto di bianca o rossa alla pala, e poi per pranzo, quando è la pizza in teglia a farla da protagonista (per la categoria, partecipano, tra gli altri, le numerose pizzerie a marchio Alice Pizza, i fratelli Sancho a Fiumicino, Roscioli a via dei Giubbonari, Pommidoro a Centocelle, Sesamo Pizza e Cucina a Trastevere, Santi Sebastiano e Valentino a via Tirso). Ma l’appuntamento con il pubblico, dopo la conferenza del mattino all’Osteria di Birra del Borgo, è fissato per giovedì sera, nelle pizzerie che aderiscono alla giornata, presentando un menu interamente dedicato alla pizza romana per un servizio speciale, anche se abitualmente sono use proporre altri stili.
Nel menu ideato per la cena del 12 settembre, inoltre, sarà presente anche una pizza 100% Lazio in edizione limitata, realizzata esclusivamente con prodotti del territorio laziale, dalla mozzarella di bufala dell’Agro Pontino alla porchetta di Ariccia, al pomodoro Fiaschetto di Fondi. Dove provarle? L’elenco dei partecipanti è nutrito, e coinvolge anche insegne idealmente gemellate con Roma per un giorno: O’ Fiore Mio Hub a Faenza, Forno Brisa a Bologna, Alveolo Pizza Crunch e Sciuè Pizza in teglia a Pomigliano d’Arco. La festa, però, si celebra principalmente a Roma, il consiglio è quello di prenotare. Queste le pizzerie coinvolte:
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