Le sorelle Kardashian, additate sui social come pioniere della nuova magia, hanno respinto l’accusa sdegnate: «Altro che Ozempic, tutto merito dell’allenamento». L’attrice Chelsea Handler invece ha ammesso ma ha rivendicato anche di avere smesso («è troppo irresponsabile»). Ma niente da fare: sorretto da un passaparola sui social da centinaia di milioni di contatti, l’Ozempic si avvia a diventare il vero protagonista delle abbuffate di fine anno del 2023.
Basta cautele, stop ai sacrifici, via libera all’ingozzamento. Tanto a salvare la linea ci pensa lui, il farmaco prodotto dai danesi della Novo Nordisk per curare il diabete, e divenuto invece la scorciatoia miracolosa per perdere peso senza sacrifici. Una punturina sottocutanea di Ozempic, e via verso un altro Cenone. Nonostante che da marzo le Agenzie del farmaco di molti paesi abbiano messo in guardia contro l’utilizzo improprio del semiglutide, il principio attivo dell0Ozempic: non tanto per i danni alla salute quanto perché l’accaparramento di Ozempic a fini estetici lo sta sottraendo a chi ne avrebbe veramente bisogno, i malati di diabete mellito di tipo B.
Novo Nordisk ha già saturato la sua capacità produttiva e ha visto il valore di borsa salire alle stelle mentre il suo amministratore delegato Lars Fruergaard Jorgensen è stato scelto dal Financial Times come “uomo dell’anno” proprio per il successo dell’Ozempic e del suo “fratello” Wegovy. Ma la concorrenza non sta a guardare, e il colosso americano Eli Lilly ha messo sul mercato Mounjaro e Sepbound, che come principio attivo hanno la tirzepatide ma la stessa caratteristica di Ozempic: destinazione ufficiale ai dabetici, ma utilizzo massiccio “off label” per perdere peso senza troppo sforzo.
E’ difficile, parlando di Ozempic, non pensare al sistema rudimentale che stando a Seneca usavano i suoi contemporanei: Vomunt ut edant, edunt ut vomant, vomitano per mangiare, mangiano per vomitare. Sono passati duemila anni, e un approccio sano ai piaceri della tavola, la capacità di preferire la qualità alla quantità sembrano ancora fuori dalla portata di molti.
D’altronde Ozempic ha incassato il sostegno di testimonial di lusso come la conduttrice Oprah Winfrey, che fino a pochi mesi prima stava sul fronte opposto, «penso che se ricorro a un farmaco è come prendere una scorciatoia», e che poi la scorciatoia l’ha presa in pieno: tre mesi di punture, e i suoi 107 chili che diventano 75: «Il fatto che ci sia una ricetta approvata dai medici per mantenere un peso forma e restare in salute dà un senso di sollievo, di redenzione, come un dono, non qualcosa da nascondere», spiega a People la conduttrice americana pochi giorni fa.
E se la giornalista di moda Alessandra Magliaro definisce senza mezzi termini Ozempic «la nuova droga pericolosa» tra gli addetti ai lavori c’è anche chi invita a non demonizzare: «La verità – spiega la nutrizionista milanese Roberta De Notaris – è che Ozempic funziona, ha pochi effetti collaterali e in pazienti obesi può fornire a livello mentale la molla positiva per avviare un percorso virtuoso. Certo, se lo prende la signora cicciottella a cui basterebbe perdere tre chili di peso non va bene. Chi se lo fa prescrivere per mangiare due panettoni in più dovrebbe ricordare che si tratta di un farmaco».
Ma intanto la moda non accenna a calare, e sul mercato è già arrivata la versione orale Rybelsus, che evita il fastidio dell’iniezione. Sul mercato online sono già iniziati i saldi: una compressa a diciotto dollari, e – come si diceva una volta – pancia mia fatti capanna!.
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