Fuoco vivo, sapori mediterranei e ingredienti svizzeri. Così Ottolenghi si prepara a conquistare Ginevra con un ristorante che segna il suo debutto internazionale. All’interno del Mandarin Oriental, la catena di alberghi di lusso di Hong Kong, lo chef porta la sua visione gastronomica oltre i confini britannici, dove la griglia e le fermentazioni saranno al centro della proposta.
Il ristorante di Ottolenghi a Ginevra aprirà ufficialmente il 30 gennaio 2025, ispirandosi al suo ormai famosissimo Rovi di Londra. Qui, la griglia e le fermentazioni saranno protagoniste, con un menu studiato appositamente per la sede svizzera. Maxime Martin, chef con esperienza maturata nelle cucine stellate della Costa Azzurra e già in forza al Mandarin Oriental dal 2018, guiderà la brigata. Dopo un periodo di formazione nelle cucine londinesi di Ottolenghi sotto la supervisione di Neil Campbell, Martin ha creato un menu che unisce i sapori mediterranei con elementi della tradizione svizzera, valorizzando ingredienti locali e stagionali.
Affacciato sul fiume Rodano e a pochi passi dal lago di Ginevra, il Mandarin Oriental, la nuova sede del ristorante di Yotam Ottolenghi, ha 178 camere eleganti e una spa. Gli interni del ristorante, progettati dall’architetto Alex Meitlis, richiamano la natura e i colori del paesaggio svizzero, unendo elementi di design contemporaneo con dettagli ispirati alla cucina di Ottolenghi. Al centro della sala spicca la griglia a fuoco vivo. Al centro della proposta gastronomica di Ottolenghi a Ginevra ci sono sempre le sue amate verdure, lavorate nella loro interezza, dalla radice alle foglie. Tra i piatti principali, spiccano il celeriac shawarma, un sedano rapa affumicato servito con pita fatta in casa, bkeila tunisina e salsa allo yogurt, e il langos con burro all’aglio nero e formaggio alpino Chällerhocker. Non mancano opzioni di carne e pesce: la spalla di agnello grigliata con crosta di rosa e cardamomo è accompagnata da labneh al finocchio, mentre le fish kofta sono servite con salsa di pomodoro al cumino. Per finire, gustosi dessert come il fondant al cioccolato e tahini o la pavlova al limone.
Il ristorante si distingue per il forte legame con i produttori locali. Tra questi, Terraviva, una cooperativa di oltre 80 coltivatori biologici, e Ferme Courtois, che fornirà cereali e legumi. Gli ingredienti svizzeri, come il miele de Les Miels de Stéphanie e formaggi artigianali, avranno un ruolo centrale nel menu, accanto ai classici di Ottolenghi, come il tahini Al Arz e le miscele di spezie fatte in casa. Anche l’approccio alla sostenibilità è un punto cardine: gli avanzi di frutta e verdura verranno trasformati in sottaceti e fermentati realizzati in casa, come il topinambur alla senape o il kumquat speziato. Persino la carta dei cocktail riflette questa filosofia, con drink che combinano elementi di conservazione e fuoco, in linea con la stagionalità.
Gli ospiti potranno scegliere tra due tasting menu: il menu Ottolenghi, che include antipasto, portata principale, dessert e petit fours, e il menu Celebration, che ha come aggiunta un aperitivo iniziale. I prezzi variano da circa 10 franchi svizzeri per i piatti più piccoli fino a 120 franchi svizzeri per le porzioni da condividere. Paul Jones, direttore generale del Mandarin Oriental di Ginevra, si dice entusiasta: «Non vediamo l’ora di offrire quest’esperienza culinaria che riflette le nostre passioni condivise per la cucina d’eccellenza e l’ospitalità». E lo stesso Yotam Ottolenghi ha commentato: «È emozionante vedere questo progetto prendere forma: il team ha lavorato duramente per realizzare questo ristorante. Non vedo l’ora di aprire le porte e far assaporare agli ospiti questo nuovo menu». Dal 30 gennaio, il Mandarin Oriental di Ginevra si prepara dunque a diventare la nuova meta imperdibile per appassionati e ottolenghisti.
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