L’emergenza economica è tale che le manovre di bilancio – un tempo una all’anno – prendono il ritmo dei trenta giorni e i decreti mutuano il nome dai mesi stessi: in queste ore infatti è stato approvato dal Consiglio dei Ministri il “Decreto Agosto” con ulteriori misure per 25 miliardi (“siamo ad un totale di oltre 100 miliardi dall’inizio dell’emergenza” ha sottolineato il primo ministro Giuseppe Conte), appunto il valore di una pesante finanziaria.
Nel decreto erano attese diverse misure relative al mondo dei ristoranti e in particolare il “Bonus Ristorazione”, un provvedimento nato proprio da un incontro – dopo le eccessive polemiche per una sua uscita televisiva – tra la viceministra Laura Castelli e il Gambero Rosso. I contenuti della proposta li potete leggere qui. Alla viceministra l’idea piacque, le associazioni di categoria – come Fipe – si convinsero subito della bontà della cosa e infatti la norma era stata inserita nel Decreto. Ne è però uscita all’ultimo momento per la contrarietà di parte del PD e per ipotetici problemi tecnici. In effetti la proposta, ambiziosa, necessitava di procedure e soprattutto di tecnologie fluide: il deficit di digitalizzazione del paese ha anche queste conseguenze dunque, consigliare la politica a desistere dalle decisioni più sfidanti per una consapevolezza di gap infrastrutturale. Davvero un peccato e speriamo che il Bonus Ristorazione possa tornare in ballo nei prossimi mesi.
Teresa Bellanova. Non c’è il bonus ristorazione, ma c’è il suo bonus da 5000 euro
A parziale ristoro è stata anticipata al 1 dicembre la procedura del cashback: chiunque pagherà con moneta elettronica avrà indietro una parte della somma spesa. E’ qualcosa ed è importante spingere sempre di più gli italiani a mollare il contante, ma non è assolutamente la stessa cosa. C’è inoltre nel decreto una misura specifica per i centri storici delle nostre città d’arte e città turistiche: qui si sono concentrate perdite di fatturato che arrivano all’80 se non al 90%. Ci sarà modo di accedere a qualche aiuto a fondo perduto. Così come qualche aiuto arriverà per iniziativa della ministra dell’agricoltura Teresa Bellanova che è riuscita a far approvare sostegni per i ristoratori che potranno dimostrare di avere fornitori autenticamente italiani. “Ma se abbiamo i ristoranti vuoti” dicono gli imprenditori “avere 5mila euro di bonus a cosa serve?“. La rappresentante di Italia Viva nel Governo ha fatto un buon lavoro con la consueta dedizione, ma l’esecutivo non può pensare di cavarsela mettendo nel comparto della ristorazione la cifra di 600 milioni. Occorre quanto meno uno zero in più…
a cura di Massimiliano Tonelli
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