
E alla fine anche Pierre Troisgros ha dovuto raggiungere la schiera dei monumenti della gastronomia francese recentissimamente passati a miglior vita. Dopo Joel Robuchon e Paul Bocuse, Troisgros va a ricomporre idealmente un sodalizio che ha fatto grande la cucina francese fin dagli anni Sessanta e che è deflagrato a livello globale a partire dalla metà degli anni Settanta con la nascita e la codificazione della Nouvelle Cuisine (qui un po’ di storia, anche italiana, di quegli anni). A questo punto tra i grandi padri della cucina moderna francese resta in vita solo Michel Guérard.
Nato nel 1928, Troisgros è quindi morto all’età di 92 anni. Lo ha fatto nella sua casa, presso Roanne, in quel territorio dove tutto accadde fin da quando all’inizio degli anni Cinquanta col fratello rilevò l’attività di ristorazione di famiglia – che si era stabilità qui nel 1930 – per passare ai successi clamorosi degli anni successivi durante i quali la maison dei fratelli Jean e Pierre Troisgros venne definita “il miglior ristorante del mondo”. Proprio negli anni, settanta, durante il boom della Nouvelle Cuisine Pierre diventa anche una star mediatica con tanto di ospitate nella trasmissione cult La Grande Cocotte su TF1, la principale emittente nazionale. Chef televisivi antelitteram lui e gli altri protagonisti dell’epoca.
Dopo aver inventato piatti che sono entrati nella storia della gastronomia mondiale e che ancora vengono richiesti ed eseguiti al ristorante e dopo aver mantenuto per decenni la tripla stella Michelin (ad oggi questo è il più antico ristorante con tre stelle al mondo: le ha dal 1968), Pierre Troisgros aveva lasciato i fornelli alla metà degli anni Novanta passando la mano al figlio.
L’epopea familiare a Roanne (e poi nella vicina Ouches) è comunque continuata e si perpetra ancora oggi con Michel, figlio di Pierre, e con César e Léo, figli di Michel. Significa che siamo già pienamente alla quarta generazione di ristoratori e chef, capaci oggi di gestire un piccolo impero con tre insegne che riesco a soddisfare chi vuole uno spuntino, chi vuole alloggiare, chi vuole fare la spesa, chi vuole vivere una esperienza e chi vuole farsi conquistare da un menu degustazione da 500 euro. Il grande maestro se n’è andato, la grande tradizione imprenditoriale francese resta e prova a darsi una sostenibilità per il domani. Probabilmente diversa, auspicabilmente in continuità con i monumenti del Novecento che ad uno ad uno stanno scomparendo.
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