
Via libera del Consiglio europeo alla revisione mirata della Pac 2023/27, proposta dalla Commissione Ue e votata dal Parlamento Ue a fine aprile con procedura d’urgenza. La Politica agricola comune si adatta a i tempi e risponde così alle proteste dei trattori (espresse anche in forme clamorose), al susseguirsi di eventi meteo estremi, agli sviluppi geopolitici come le conseguenze delle guerre in corso in Ucraina e Israele. La revisione, di fatto, va incontro alle preoccupazioni del settore agricolo e prevede modifiche al regolamento dei Piani strategici e a quello su finanziamento, gestione e monitoraggio della Pac. L’iter di approvazione ha registrato l’astensione della Germania.
Le nuove norme introducono delle semplificazioni, tagliano gli oneri burocratici, riducono i controlli sulle condizionalità a carico delle imprese sotto i 10 ettari (che pesano per il 65% su tutti i beneficiari dei fondi Pac) che potranno essere esentate dalle sanzioni, danno maggiore flessibilità per il rispetto di alcune condizionalità in materia ambientale necessarie per accedere ai fondi dell’Ue. Inoltre, l’obbligo di rotazione delle colture potrebbe essere sostituito da una semplice differenziazione. Un atto separato, infine, introduce deroghe sugli obblighi di mantenimento dei prati permanenti e consente agli Stati dell’Ue di modificare l’anno di riferimento, per venire incontro agli allevatori che si convertono alla coltivazione dei cereali. Per quanto riguarda la catena del valore, alla luce della richiesta del giusto prezzo da parte degli agricoltori rispetto alle pressioni di trasformatori e distributori, la Commissione Ue ha presentato una road map, proponendo un osservatorio sui prezzi alla produzione e una valutazione delle norme sulle pratiche commerciali sleali. Su questo, per ora, non c’è alcuna proposta di legge concreta.
Foto di Dimitris Vetsikas da Pixabay
«Questa revisione mirata della Pac è un risultato dei nostri sforzi per ridurre la burocrazia e garantire la semplificazione per gli agricoltori», ha dichiarato David Clarinval, vice primo ministro belga (che presiede il Consigli Ue) e ministro per i lavoratori autonomi, le Pmi e l’agricoltura, sottolineando che l’adozione del provvedimento è stata tempestiva e avviene appena due mesi dopo la presentazione della proposta da parte della Commissione: «Ciò dimostra – ha dichiarato – che stiamo mantenendo le promesse fatte agli agricoltori europei». Soddisfatto il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida: «L’Italia in Europa ha adottato una posizione decisa presentando un documento a febbraio che esortava la Commissione Ue a riconsiderare politiche ideologiche, mascherate da presunto ambientalismo, dannose per il nostro settore primario. Stiamo delineando un futuro migliore per il settore agricolo. C’è ancora molto da fare, ma l’inversione di tendenza c’è stata e auspichiamo che possa essere ancora più netta nel prossimo futuro»
La legge, entro fine maggio, verrà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’Ue ed entrerà in vigore il giorno successivo alla pubblicazione, con effetto retroattivo ai primi mesi del 2024, per alcune delle nuove norme sulla condizionalità ambientale per l`anno di dichiarazione 2024. Intanto, si guarda avanti. L’attuale Commissione ha avviato, con le associazioni di categoria, un confronto strategico sul futuro dell’agricoltura Ue e la cui conclusione è prevista in autunno. Sarà la nuova Commissione Ue che uscirà dalle elezioni del prossimo giugno a tenere conto dei risultati raggiunti, in vista dell’elaborazione della proposta di nuovo regolamento Pac 2028/32.
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Reset<<<< Questo articolo è stato pubblicato su Trebicchieri, il settimanale economico di Gambero Rosso.
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