Je Suis Gino! Hanno capito tutti che la pizza con l’ananas di Gino Sorbillo potrebbe essere stata anche una mossa comunicativa, ed è così che nessuno perde occasione di attaccarlo. Questa volta non sui social ma in televisione.
Nella puntata del 3 gennaio di Diario del giorno, su Rete4, in collegamento erano presenti Gino Sorbillo e la nutrizionista Chiara Manzi. Dopo aver aperto il dibattito sulla pizza all’ananas il conduttore ha dato parola alla dottoressa chiedendo un suo parere in merito all’aspetto nutrizionale della proposta di Sorbillo.
«Le innovazioni, le evoluzioni oggi devono tenere conto della sostenibilità nutrizionale, per cui dei grandi pizzaioli come Sorbillo dovrebbero sperimentare pizze che fanno anche bene alla salute…», ha detto criticando il pizzaiolo. E poi ha continuato: «…Mentre le sue pizze sono notoriamente ricchissime di sale, dall’alto indice glicemico e se andiamo ad aggiungere lo zucchero, non mi sembra proprio un’evoluzione intelligente».
Sorbillo, quasi incredulo, inizialmente non ha replicato alle accuse. Quando il conduttore fa notare alla dottoressa che è “zucchero naturale”, lei tiene la posizione: «È sempre zucchero, non è che ciò che è naturale fa bene e ciò che è artificiale fa male» e poi, tornando sulla pizza: «Oggi i pizzaioli innovatori devono fare una pizza che fa anche bene alla salute se no la pizza finirà in un museo o considerata un eccezione o un grande senso di colpa».
Gino Sorbillo si è limitato a rispondere dando informazioni sulle sue ricette: «In tutti gli impasti delle pizze c’è sempre un pizzico di sale così come è contenuto negli ingredienti che si usano: le aziende lo mettono a monte nei latticini, insaccati». E poi si è giustificato lasciando intendere che «una pizza bianca con provola affumicata e ananas leggermente cotto» è più leggera rispetto a una pizza «con insaccati, prodotti industriali, creme e cremine dove oltre al sale ci può essere di tutto».
A questo punto la questione diventa contorta, Manzi passa dal sale allo zucchero: «Inserire 20 gr di zucchero per ogni chilo di farina, come fa lei Sorbillo, vuol dire che in una sola pizza c’è più sale di quello che possiamo assimilare in una giornata intera, non è un pizzico di sale».
E Sorbillo, ancora una volta, si difende: «Non mettiamo lo zucchero nell’impasto, siamo pizzaioli non rosticceri. Nella pizza ci sono 4 gr di sale». E lei: «È tantissimo!». Insomma, quella che stava per diventare una bagarre in un tribunale si è smorzata con l’intervento del conduttore. Eppure, il dubbio sul fatto che la nutrizionista parlasse di sale o zucchero, resta.
© Gambero Rosso SPA 2025
P.lva 06051141007 Codice SDI: RWB54P8 Gambero Rosso registrazione n. 94/2021 Tribunale di Roma
Modifica impostazioni cookie
Privacy: Responsabile della Protezione dei dati personali – Gambero Rosso S.p.A. – via Ottavio Gasparri 13/17 – 00152, Roma, email: [email protected]
Resta aggiornato sulle novità del mondo dell’enogastronomia! Iscriviti alle newsletter di Gambero Rosso.
© Gambero Rosso SPA – Tutti i diritti riservati.
Made with love by Programmatic Advertising Ltd
© Gambero Rosso SPA – Tutti i diritti riservati
La più autorevole guida del settore dell’enologia italiana giunge quest’anno alla sua 37sima edizione. Vini d’Italia è il risultato del lavoro di uno straordinario gruppo di degustatori, oltre sessanta, che hanno percorso il Paese in lungo e in largo per selezionare solo i migliori: oltre 25.000 vini recensiti prodotti da 2647 cantine. Indirizzi e contatti, ma anche dimensioni aziendali (ettari vitati e bottiglie prodotte), tipo di viticoltura (convenzionale, biologica, e biodinamica o naturale), informazioni per visitare e acquistare direttamente in azienda, sono solo alcune delle indicazioni che s’intrecciano con le storie dei territori, dei vini, degli stili e dei vignaioli. Ogni etichetta è corredata dall’indicazione del prezzo medio in enoteca, delle fasce di prezzo, e da un giudizio qualitativo che si basa sull’ormai famoso sistema iconografico del Gambero Rosso: da uno fino agli ambiti Tre Bicchieri, simbolo di eccellenza della produzione enologica. che quest’anno sono 498.
No results available
ResetNo results available
Reset