Dal 2011 coltiva più di 100 varietà di verdure e ortaggi e oggi quella di Lula Farms è la più grande serra su tetto al mondo, creata su un edificio di un magazzino di Montreal dove si estende per 15mila metri quadri con l’obiettivo di valorizzare la biodiversità e promuovere un’agricoltura sostenibile. “Vogliamo reinventare il sistema alimentare”, hanno dichiarato gli ideatori del progetto, che hanno già costruito ben 4 serre di questo tipo in città, facendo da modello anche per altre aziende americane, che negli anni si sono ispirate al sistema di agricoltura urbana su tetto creando costruzioni simili su altri edifici a Denver, Chicago e New York.
Nella serra si trovano frutta e verdura coltivate con la tecnica dell’idroponica, in ambienti rivestiti con fibra di cocco, e tutte le piante sono nutrite con sostanze liquide di varia natura. A impollinarle ci pensano gli insetti: bombi, vespe, coccinelle che aiutano anche a contrastare la presenza di eventuali afidi, evitando così l’utilizzo di pesticidi o altri elementi chimici, che qui non sono ammessi. Alta attenzione anche all’energia pulita e il recupero dei materiali: ci sono infatti doppi pannelli solari e due set di schermi a risparmio energetico. Il sistema di irrigazione – a circuito chiuso – utilizza l’acqua piovana catturata dalla serra e tutti gli scarti vengono ridotti in compost e poi re-impiegati nel ciclo produttivo.
E se la qualità è altissima, altrettanto si può dire per la quantità: ogni settimana, infatti, si producono ortaggi sufficienti per sfamare 10mila famiglie. C’è poi un efficiente servizio di smistamento che consegna i prodotti alle varie attività cittadine, dai negozi alle botteghe, senza dimenticare i ristoranti. L’obiettivo? Aumentare ancora di più la produzione fino ad arrivare a soddisfare non più l’1% della città ma il 2%. Un progetto ambizioso che rappresenta “un passo incredibile verso l’agricoltura urbana locale e sostenibile”, come ha dichiarato Mohamed Hafe, co-fondatore e Ceo di Lula Farms lo scorso anno durante la presentazione ufficiale dell’iniziativa.
Oltre a produrre tante tipologie di verdure – circa 12mila chili di pomodori e melanzane a settimana – la serra su tetto è anche un sistema utile per “combattere contro le isole di calore del nostro distretto”, ha spiegato il sindaco di Saint-Laurent (maggiore distretto della città) Alan DeSousa. Si parla di “isole di calore” quando all’interno delle aree cittadine si vengono a creare dei microclimi più caldi rispetto alle zone periferiche o rurali, per via dell’intensa urbanizzazione. Ma non solo: l’azienda rappresenta uno dei passi del Paese verso la sostenibilità “e le tecnologie green più d’avanguardia”, che rientrano fra gli obiettivi principali di Saint-Laurent.
a cura di Michela Becchi
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