
Erboristeria, cosmesi naturale e cose buone da mangiare. Sono le “specialità” proposte da Le Selvatiche, quattro donne contadine appassionate di cure naturali, “che vedono negli elementi della Terra la migliore e più antica forma di produzione di soluzioni alle nostre necessità curative e di bellezza”. Loro sono Loretta, Giulia, Federica e Stella: la Tuscia, nell’alto Lazio, le ha fatte incontrare, e ora sul territorio lavorano alla ricerca di erbe, fiori e radici da trasformare in unguenti, oleoliti, saponi, tisane e rimedi naturali che puntano al benessere del corpo e dello spirito. Di fatto, il loro progetto, in attesa di tendere all’obiettivo commerciale che sarà concretizzato nel prossimo futuro (con l’idea di fondare una cooperativa al femminile destinata a esplorare le culture tradizionali), vanta principalmente una dimensione culturale ed educativa spiccata, con attività aperte alla partecipazione di tutti per riscoprire e trasmettere la conoscenza di proprietà benefiche di erbe e fiori spontanei.
“Il progetto è nato circa 3 anni fa” racconta Loretta “Io sono un architetto di giardini e paesaggio, dopo la laurea mi sono trasferita in campagna, in Abruzzo, appassionandomi alle piante selvatiche. Quando mi sono trasferita a Bolsena, ho conosciuto Giulia, che aveva frequentata l’accademia erboristica. Insieme abbiamo deciso di occuparci di erbe, impostando il progetto come laboratorio aperto”. Così sono arrivate anche Federica e Stella, la prima grande appassionata di cucina, la seconda titolare di un’azienda di erbe aromatiche. E il gruppo ha trovato il proprio assetto nelle versatilità delle sue componenti: Loretta e Giulia addette alla raccolta e alla trasformazione, Federica concentrata sulle sperimentazioni in cucina (con la previsione di iniziare presto anche un ciclo di cene selvatiche, rallentato dall’emergenza sanitaria), Stella di supporto con l’alambicco per la realizzazione degli oli essenziali, unico prodotto, tra quelli proposti dalle ragazze, che necessita di un’attrezzatura professionale.
Tutto parte dal desiderio di riappropriarsi di un sapere tradizionale, che fa bene: “La tradizione delle erbe è sempre stata appannaggio delle donne, e mai legata al mondo accademico. Quando vivevo in montagna, uscivo spesso con le vecchiette del paese, per cercare erbe: loro mi indicavano i nomi dialettali, io risalivo al corrispettivo latino. E così scoprivo storie, tradizioni, proprietà di quelle piante, tramandate fino a qualche decennio fa, poi dimenticate. La nostra idea è quella di riappropriarci di conoscenze che stanno sparendo, integrandole con le opportunità offerte oggi dalla scienza”. Le Selvatiche, però, non vendono ancora i propri prodotti: “Facciamo parte della comunità rurale diffusa Genuino Clandestino, partecipiamo ai mercati e proponiamo cosmetici, tisane, conserve, rimedi naturali di bellezza, a offerta libera. Anzi, invitiamo chi vuole a partecipare ai nostri laboratori di trasformazione, perché crediamo che il sapere sia libero. Ovviamente lavoriamo con certificazione Hccp, ma ci piace che gli incontri siano il più possibile partecipati. È anche vero che molti clienti affezionati non hanno tempo per cimentarsi, quindi preferiscono rivolgersi direttamente a noi per avere i prodotti”.
Ma all’insegna della partecipazione sono anche le passeggiate sul territorio, nell’area di Bolsena, per raccogliere erbe e fiori: “Non in estate, perché in campo si troverebbe poco. Questo è un periodo più adatto alla trasformazione. Primavera e autunno, invece, sono le stagioni ideali per le uscite: ogni periodo regala qualcosa di diverso, basta avere occhio. Disponiamo di una farmacia naturale fuori dalle nostre case, e abbiamo moltissime opportunità per prenderci cura della nostra bellezza con rimedi a Km 0. Però ormai identifichiamo le erbe spontanee con le erbacce: ‘qui non c’è niente’ mi dicono le persone durante le uscite. E invece in quel metro quadrato di terra c’è moltissimo da raccogliere. Dobbiamo restituire dignità alle piante selvatiche, perché la loro componente nutraceutica è molto più potente rispetto alle piante coltivate”. Qualche esempio? “Io amo molto l’ortica: è ricca di ferro e proteine, fa bene alla circolazione, elimina i crampi; per le donne è una mano santa. In più ha grande capacità di riproduzione, potrebbe sfamare molte persone che oggi non hanno da mangiare”.
Per scoprire le attività i prodotti de Le Selvatiche lo strumento migliore è la loro pagina Facebook, costantemente aggiornata con le date dei mercati a cui parteciperanno, e ricca di pillole utili per cominciare ad avvicinare il mondo delle spontanee: si trasmette la componente storica e leggendaria, che recupera miti e antichi usi delle piante spontanee (lo sapevate che Ippocrate consigliava i fiori di violetta per guarire i mal di testa e i disturbi legati ai fumi dell’alcol? E che iperico e lavanda sono un ottimo lenitivo e antinfiammatorio per la pelle?), e quella fitofarmaceutica, con una doviziosa spiegazione delle proprietà virtuose di ogni prodotto. Senza dimenticare i consigli per l’uso o le ricette utili per valorizzare un’erba in cucina.
a cura di Livia Montagnoli
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