Con 80mila alberi e 32 ettari si appresta a diventare il più grande impianto europeo della nuova varietà Nettarina piatta Saturnia. Siamo nelle Marche, dove l’azienda agricola Eleuteri di Civitanova Marche ha iniziato la piantumazione di questa particolare varietà di pesca nel 2000 in via sperimentale, per poi proseguire con altre 30mila piante a inizio 2022 nel nuovo impianto di Monte Urano (Fermo) che prende il nome di Anfiteatro. A settembre si proseguirà con altre 30mila: tutte piantate a mano.
Questa primavera, contro il freddo e le gelate nei campi sono state accesi i candelotti per riscaldare i piccoli frutti, come già avviene nei vigneti del nord Europa.
Tutto è partito negli anni ’80 quando l’università del New Jersey ha reso le pesche piatte più lisce, sode, aromatiche, colorate e durevoli. La Spagna è stata la prima a puntare su queste nuove varietà, diventandone il leader mondiale. Invece, in Italia è stato Eleuteri a introdurle, dapprima sulle colline marchigiane tra Macerata e Fermo, poi anche in Campania, e a lanciare nel 2010 il brand Saturnia (che è un marchio registrato dalla stessa famiglia Eleuteri). Adesso le ultime sperimentazioni hanno portato alla nuova varietà Nettarina.
Piccole e profumate, molto dolci e poco acide, le pesche piatte hanno presto conquistato gli italiani mettendo in crisi quelle tradizionali, di cui il Belpaese è secondo produttore mondiale dopo la Cina. La Saturnia è una evoluzione della pesca tabacchiera e la Nettarina ne è uno speciale cru, ancora più dolce. Non è necessario togliere la buccia perché è priva della tipica peluria delle pesche.
Oltre a comparire sempre più frequentemente sulle tavole, la Saturnia è molto impiegata in cucina dai grandi chef soprattutto con ricette crudiste, come per esempio in abbinamento alle alici o al pesce crudo. E trova posto anche nella preparazione di uno dei più famosi cocktail italiani: il Bellini.
Il progetto Anfiteatro della famiglia Eleuteri è il punto d’arrivo di un lavoro lungo e articolato, realizzato in collaborazione con la facoltà di Agraria dell’Università politecnica delle Marche, con l’Irta-Istituto di Frutticoltura della Catalogna e con il breeder ispano-francese Psb. In un decennio sono stati realizzati diversi campi sperimentali nelle Marche, in cui sono state osservate centinaia di selezioni varietali combinate con diversi portainnesti. “Questo ha permesso di selezionare le varietà più adatte ai nostri ambienti produttivi e ci ha convinto della scelta di concentrare gli sforzi sulle nettarine piatte di nuova generazione” spiega Marco Eleuteri, che già guarda al futuro: “Nei prossimi cinque anni puntiamo a raddoppiare la superficie coltivata e i volumi, costruendo un magazzino di confezionamento in modo da soddisfare anche i Paesi esteri, dove le pesche Saturnia sono già molto richieste ma che non riusciamo ancora a servire per insufficienza della produzione”.
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