Nata a San Diego, ma residente a Seattle, Lauren Ko è una “pie designer”, in pratica una designer che applica idee e concetti sulle torte. E l’idea piace a più di 300mila utenti di Instagram.
Non è una pasticciera, non ha mai frequentato alcun corso e in un’intervista ha ammesso addirittura di non essere più di tanto amante dei dolci; quello che realmente la appassiona sono l’arte e il design. E così le torte che posta nel suo profilo @lokokitchen (mentre scriviamo conta 313mila seguaci) rappresentano spettacolari disegni geometrici cromaticamente accattivanti, tanto da essere stata “ripostata” da DesignMilk, altro seguitissimo profilo Instagram (oltre 3 milioni di follower) che si occupa di design moderno. È da qui che è iniziato il successo della sua pagina, inaugurata nell’agosto 2017 come puro passatempo, diventata oggi la maniera più diretta di raccontare un’America fatta di diversità culturali.
Sul tema lei è parecchio sensibile, vuoi per le sue origini honduregne e cinesi, vuoi per il periodo storico non propriamente roseo che sta attraversando l’America e il mondo in generale. Il suo ultimo progetto l’ha chiamato My American Pie, si tratta di una serie di torte con le quali racconta le storie di americani provenienti da tutto il Paese in una vera celebrazione delle diversità culturali. A cominciare dalla sue. Si legge nel post che lancia la serie #myamericanpie: “Sono la prima generazione della mia famiglia nata negli Stati Uniti. Mio padre emigrò qui da Hong Kong quando aveva 12 anni e mia madre dall’Honduras quando era già adulta. ?Sono cresciuta a San Diego, ho trascorso la maggior parte delle mie estati a Tegucigalpa con i miei nonni e non sono mai stata in Asia. L’inglese non era la mia prima lingua, ma ora è la mia lingua dominante. La mia torta, come la mia infanzia, è piena di mango, il frutto che raccoglievo nel giardino di casa, è colorata di blu e bianco come la bandiera dell’Honduras, come la porcellana cinese dell’altra mia nonna e al tempo stesso come il cielo della California che per me è casa. Questa è la mia torta americana”.
Spulciando nel suo profilo è tutto un pullulare di colori, disegni e messaggi virtuosi. C’è la torta dedicata a Peter, con papà nato nell’ex Jugoslavia e mamma filippina, dove Ko ha ricreato un modello di ricamo croato e utilizzato il ripieno tipico del lumpia, un simil involtino primavera tipico delle Filippine. C’è quella che racconta la storia di Dominique, un’afroamericana di terza generazione con le caratteristiche trecce riproposte proprio nell’intreccio della crostata fatta con pesche alla griglia, cannella, zenzero.
E ancora, la torta salata ispirata a Maia, di origini filippine, libanesi e turche, dove Lauren ripropone i tessuti colorati di Ankara e nel ripieno mette pollo e salsa piccante tipica dell’Africa occidentale, o quella dedicata a una famiglia italiana, la famiglia Gentile, che si ispira alle pizzelle (dette anche ferratelle) abruzzesi. Ogni torta richiede dalle quattro alle cinque ore di lavoro, ma per ora Ko non le vende e non è interessata a diventare una pasticcera. Chissà se cambierà idea prima o poi.
a cura di Annalisa Zordan
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