A qualcuno sarà sembrata un’idea di marketing geniale: far realizzare un gusto della Coca-Cola a un’intelligenza artificiale. Il gusto del futuro, tanto che senza tante sottigliezze è stata chiamata Y3000, Anno 3000 (insomma, ci portiamo molto avanti). Uscita con grande fanfara il 12 settembre, dopo sole due settimane ha incassate una valanga di recensioni negative, e già si parla di flop.
Chi si aspettava una bevanda che spingesse verso sapori forti e audaci si è trovata di fronte a una sorta di brodino insipido, il che fa pensare sul futuro non proprio entusiasmante che si immagina la multinazionale di Atlanta. La dice tutta, tra le altre, la recensione di due redattori del magazine specializzato in notizie di tecnologia Gismondo: “La prima volta che il liquido gorgogliante colpisce la lingua ci si aspetta la stessa sensazione acida e gassata di una normale Coca-Cola, ma la bevanda scivola verso la parte posteriore della bocca e rimane lì, a cuocere con insensibile banalità sulle papille gustative. E poi il sapore sparisce, lasciando un vago retrogusto di frutti di bosco e zucchero”.
Non si sono tirati indietro i commentatori da tastiera, che su X (l’ex Twitter, per capirci) hanno fatto a gara per dire la loro. Si va dal “sembra una Coca Cola sgasata mischiata a un vermouth rosso avanzato e senza l’alcol” a “sa di yogurt” o “è terribile: mi ricorda le caramelle ‘blue raspberry’ che si trovano al 7-11” al definitivo “evidentemente il futuro ha il gusto di frutta andata a male unito a un subitaneo desiderio di sputare”. Chi si aspettava insomma una intelligenza artificiale futuristica, creativa e che avrebbe osato l’inosabile è stato decisamente smentito dalla realtà di una bevanda che, come ricorda qualcuno sempre sui social, nella versione normale contiene il 120% della dose giornaliera di zucchero consentito.
Del resto non è la prima volta che l’intelligenza artificiale fallisce nel creare ricette liquide. Ci sono precedenti come il “Facebook fizz” creato da Chat-Gpt in onore di Mark Zuckerberg. Anche in questo caso, sorprendentemente, la mancanza di coraggio e gusto lo rendeva, come dire, inutile e superfluo. Una assenza di innovazione che le immagini generate da Ia (anche quelle pare piuttosto banalotte) raggiungibili dalla confezione tramite QRCode e che dovrebbero “trasportare nell’anno 3000” non sono riusciti a risolvere, o vivacizzare. “Se la Coca Cola del futuro ha un sapore praticamente inesistente, ci limiteremo ai piaceri naturali dell’H2O” hanno chiosato i redattori di Gizmondo. Cioè a dire: la bevanda perfetta, in fondo, l’ha già inventata Madre Natura.
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