42 tra i migliori cuochi di Spagna che guardano l’orizzonte e proclamano la loro dedizione alla causa della cucina, il lavoro di una vita messo a dura prova dalla pandemia. Si appella all’emotività di chi guarda l’ultimo spot di Estrella Damm, intitolato semplicemente Chefs, e trasmesso da qualche giorno alla televisione spagnola. Un minuto e venti di girato, ambientato significativamente a Cala Montjoi, dove Ferran Adrià ha tenuto a battesimo e sviluppato l’esperienza visionaria di El Bulli, che nella primavera del 2022 – con evidenti ritardi dovuti alla pandemia – tornerà ad accogliere gli ospiti nella sua nuova veste di centro sperimentale e didattico. Tra i primi a entrare in scena, sulla spiaggia catalana, c’è proprio lui, Adrià, che insieme a Josep Roca e David Munoz ripercorre l’ultimo anno della ristorazione spagnola e internazionale: “Dicono che siamo in un momento di totale cambiamento, e che niente sarà più come prima”, spiega Adrià guardando in camera.
Nello sguardo e nelle intenzioni di tutti i protagonisti che uno dopo l’altro popolano il racconto, però, non c’è nessuna voglia di arrendersi: “Questo faremo – incalza Munoz – collaboreremo con i produttori, continueremo a cercare l’eccellenza…”; “faremo ricerca, innoveremo, creeremo”, gli fa eco Carmen Ruscalleda. E così, ognuno porta il suo messaggio di professionalità e tenacia: “Noi continueremo a lavorare come abbiamo sempre fatto, e non potremmo farlo in altro modo” ribadiscono uno dopo l’altro, in un crescendo di intensità. “Faremo tutto quello che ci ha portato a essere la cucina più rispettata del mondo”, spiega alzando la posta in gioco Albert Adrià; questo perché “la cucina non è solo il nostro mezzo di sostentamento”, sottolinea Joan Roca, “ma il nostro modo di vivere”, chiosa Jordi Roca, sussurrando con il filo di voce con cui ha imparato a convivere le parole più significative di tutto lo spot, girato alla fine di gennaio con la regia di Alberto Rodriguez. Il discorso corale pronunciato a favore di telecamera dagli chef spagnoli (tra loro c’è anche l’italiano Paolo Casagrande, titolare del Lasarte di Barcellona, per Martin Berasategui) è in realtà un manifesto della resistenza dell’alta ristorazione che potrà essere condiviso e sposato dai colleghi di tutto il mondo, ugualmente impossibilitati, ormai da molti mesi, a svolgere il proprio lavoro come vorrebbero.
Dedizione e professionalità sono le parole chiave di un messaggio accorato destinato a non restare solo sulla carta, come dimostra, per esempio, l’annuncio che i fratelli Roca hanno fatto seguire di qualche giorno allo spot. Nel centro di Girona, i Roca si apprestano a inaugurare un nuovo ristorante, Normal, affidando la guida della cucina alla chef Eli Noya, in arrivo dalla brigata del Celler de Can Roca. Il progetto, che partirà in primavera, è spiegato dall’insegna: “Sarà un ristorante normale, in un angolo normale di una città normale”, perché “la normalità può risultare straordinaria”, sottolinea Josep. Il menu proporrà dunque pietanze legate alla tradizione familiare di casa Roca, rilette però alla luce degli insegnamenti ricevuti dai fratelli negli anni della formazione, con uno sguardo alla Francia e alle esigenze di consumo di oggi. “Vogliamo vedere la luce alla fine del tunnel, continuare a essere audaci e coraggiosi. È il momento di dare seguito alle idee: nella crisi bisogna sempre cercare un’opportunità”.
Abbiamo preso le misure necessarie, e quando ce l’hanno chiesto abbiamo chiuso.
Dicono che siamo in un momento di totale cambiamento, e che niente sarà più come prima. Che stanno arrivando tempi difficili.
Bene, noi faremo quanto segue:
collaboreremo con i migliori produttori, lavoreremo dall’alba al tramonto, continueremo a cercare l’eccellenza, curando ossessivamente ogni dettaglio, con il massimo livello di professionalità è dedizione.
Faremo ricerca, innoveremo, creeremo. Con entusiasmo e con tanta forza di volontà, sempre facendo autocritica. Essendo anticonformisti, e umili.
Cioè, continueremo a lavorare proprio come abbiamo sempre fatto. Facendo le stesse cose che ci hanno reso la cucina più rispettata del mondo.
Così potremo continuare ad accoglierti in casa nostra, con i tuoi amici, i tuoi colleghi, la tua famiglia.
Per condividere, godere e scoprire cose nuove. Per prenderci cura del benessere del tuo corpo e della tua anima.
E non potremmo fare altrimenti, perché questo non è solo un mezzo di sostentamento,
ma è il nostro modo di vivere.
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