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Il Crodino dice addio a Crodo, suo luogo di nascita. Ma i dipendenti sono al sicuro

L’analcolico biondo che fa impazzire il mondo, prodotto in Italia e lanciato sul mercato dalla Società Anonima Terme di Crodo nel 1965, cambia casa, lasciando dopo quasi sessant’anni la località piemontese da cui prende il nome.

  • 09 Ottobre, 2023

Stappa un Crodino” recitava un vecchio claim. Ben prima del gorilla romanesco, prima di Owen Wilson testimonial festaiolo con il riposizionamento della comunicazione a favore della GenZ, Carosello ci mostrava l’aperitivo analcolico nella classica bottiglietta di vetro accompagnato da un frenetico jingle. Crodino prende il nome dalla località ossolana Crodo, città della valle Antigorio nel Verbano-Cusio-Ossola dove è stato creato 58 anni fa. Le ultime bottiglie dell’aperitivo analcolico usciranno a fine anno nello stabilimento di Crodo, a quasi 60 anni dall’ideazione della formula che gli conferisce l’inconfondibile sapore dolce-amaro.

Il contratto che lega Crodino a Campari scade alla fine dell’anno

A fine anno Crodino lascerà Crodo. Ad annunciarlo è stato Jan Ankersen, senior VP South Europe di Royal Unibrew, la società danese che ha acquistato il sito produttivo ossolano nel 2017 ma non il brand Crodino, che fino a dicembre farà ancora parte del Campari Group. “Il contratto con Campari per la produzione di Crodino a Crodo scade a fine 2023 e non sarà rinnovato”. Le due aziende avevano stipulato un accordo per mantenere una parte della produzione a Crodo, ma, prosegue Ankersen, “I volumi che ci vengono affidati sono ormai da alcuni anni molto bassi.”

Per lo stabilimento di Crodo nessun licenziamento

La linea di produzione del Crodino si sposterà a Novi Ligure, sempre in Piemonte, mentre a Crodo si imbottiglieranno bibite zuccherine e energy drink: “Royal Unibrew ha un importante piano di investimenti per lo stabilimento di Crodo,” assicura Ankersen. Per il 2025 è previsto infatti il raddoppio della produzione di Oransoda e Lemonsoda. “Negli ultimi due anni abbiamo raggiunto il record di produzione e per fare fronte a questa crescita,” aggiunge Ankersen,  “stiamo costruendo una nuova linea di lattine con l’obiettivo di raddoppiare la nostra capacità a partire dal 2025″. E conclude, “Non ci saranno ripercussioni sui livelli occupazionali. Al contrario prevediamo ripercussioni positive considerato l’attuale livello di crescita dei nostri brand e delle nostre quote di mercato”. Nello stabilimento lavorano 60 addetti ed è stabile, anzi, probabilmente con la nuova linea l’occupazione crescerà di qualche unità.

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