Notizie / Attualità / “Vietati gli hot dog, sono troppo occidentali”. La nuova assurda legge della Corea del Nord

Attualità

"Vietati gli hot dog, sono troppo occidentali". La nuova assurda legge della Corea del Nord

Niente più salsicciotti: preparare o venderli è un atto di tradimento nel governo di Kim-Jong-un

  • 13 Gennaio, 2025

Nella Corea del Nord la politica passa anche per i divieti alimentari. È di qualche giorno fa la notizia, data dal New York Post e ripresa da diverse testate, di una stretta contro comportamenti giudicati troppo occidentali come già avvenuto con il divorzio, comportamento “antisocialista” punito con la detenzione fino a sei mesi in campi di lavoro. Secondo la testata (conferme o smentite, nel caso di Pyongyang non sono da mettere in conto) servire hot dog è considerato un atto di tradimento verso il Paese, punito con la detenzione in campi di lavoro, lo stesso vale per la sua preparazione in casa. Il classico street food a stelle e strisce, quindi, pare essere considerato un cibo nemico della Corea del Nord e dunque destinato a scomparire dalle abitudini alimentari della popolazione, anche se – per quanto è dato sapere – non si fa riferimento direttamente al consumo, ma ovviamente pare assai improbabile che qualcuno si avventuri a indagare i confini del divieto.

Ondata di proibizionismo in Corea del Nord

Nella stessa ondata di proibizioni è finito anche il budae-jjigae un hot pot che racchiude la fusion statunitense-coreana, entrato nel paese attraverso la molto più occidentale Corea del Sud. Si tratta di un corroborante stufato preparato con hot dog o carne in scatola speziata (la SPAM americana) brodo, pasta di peperoncino coreano, kimchi, fagioli, salsiccia, spesso pancetta, insomma tutto quel che in tempi di magra si riusciva a mettere insieme. Un minestone superenergetico frutto della necessità dell’epoca della guerra di Corea, che qualcuno chiama anche Army Stew perché usava le carni i scatola vendute o scartate dai soldati statunitensi, spesso scadute o gettate via e reimpiegate dalla popolazione stremata dalla fame e dagli anni di conflitto. Vero emblema di fusion nata spontaneamente in tempi di magra: quanto di meno gradito a Kim-Jong-un. Da quanto riportato da Radio Free Asia (RFA) anche gli gnocchi di riso al vapore, detti teokbokki, avrebbero avuto la stessa interdizione. Nella folle corsa del dittatore, anche il cibo è un nemico giurato.

TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE...
"Vietati gli...
Random24

Corsi per Appassionati

Corsi per Professionisti

University

Master

© Gambero Rosso SPA – Tutti i diritti riservati.

Made with love by Programmatic Advertising Ltd

Made with love by Programmatic Advertising Ltd

© Gambero Rosso SPA – Tutti i diritti riservati

La più autorevole guida del settore dell’enologia italiana giunge quest’anno alla sua 37sima edizione. Vini d’Italia è il risultato del lavoro di uno straordinario gruppo di degustatori, oltre sessanta, che hanno percorso il Paese in lungo e in largo per selezionare solo i migliori: oltre 25.000 vini recensiti prodotti da 2647 cantine. Indirizzi e contatti, ma anche dimensioni aziendali (ettari vitati e bottiglie prodotte), tipo di viticoltura (convenzionale, biologica, e biodinamica o naturale), informazioni per visitare e acquistare direttamente in azienda, sono solo alcune delle indicazioni che s’intrecciano con le storie dei territori, dei vini, degli stili e dei vignaioli. Ogni etichetta è corredata dall’indicazione del prezzo medio in enoteca, delle fasce di prezzo, e da un giudizio qualitativo che si basa sull’ormai famoso sistema iconografico del Gambero Rosso: da uno fino agli ambiti Tre Bicchieri, simbolo di eccellenza della produzione enologica. che quest’anno sono 498.

In edicola

No results available

Reset

No results available

Reset