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L'enoteca nascosta in una falegnameria nel cuore di Cagliari che ispirò il film Sideways

C'è una piccola enoteca, nascosta in una falegnameria nel cuore di Cagliari, dove l'oste è uno "stappabottiglie" seriale: qui - si dice - nacque l'ispirazione per il film Sideways

  • 19 Gennaio, 2025

Noi siamo quelli che guardano prima la carta dei vini che il menu, noi siamo quelli che appena seduti a tavola hanno l’acquolina in bocca per la bottiglia che stapperanno, noi siamo quelli che non rinunceranno mai a una bollicina prima di iniziare a cenare. Ma quanti sono i ristoranti dove davvero queste voglie sono soddisfatte? Sono quelli dove c’è un pensiero, un’idea, una passione verso questo magico mondo liquido. E non occorre avere carte enciclopediche o etichette da mille e una notte, bastano poche bottiglie, ma giuste e i nostri desideri saranno soddisfatti.

L’emozione di entrare da Josto a Cagliari

Entrare da Josto a Cagliari è un’emozione. Un po’ defilato, nonostante sia in pieno centro storico, una volta varcata la porta sarete dentro una vecchia falegnameria. Si, proprio così. Questo era prima che diventasse un ristorante. Tubi innocenti in mezzo alla sala, il vecchio pavimento in pietra con i segni degli anni, le pareti in cemento, lasciate grezze. Poi la cucina, sullo sfondo, aperta e a vista.

L’oste appassionato e il bicchiere mai bevuto

Pierluigi Fais è cuoco e titolare, ma vede chi entra e accoglie tutti. Cosa volete bere? Sì, proprio così, perché Fais è oste prima che cuoco, è uno stappa-bottiglie prima che patron. Bollicina, cocktail, birra? Benissimo, ma qui l’aspettativa è alta e allora via con le cose che non ti aspetti. Per esempio? Vini dolci o ossidativi come abbinamento per il benvenuto. L’idea è quella di spiazzare, proporre il bicchiere che mai avresti bevuto, né ora né dopo. Tutto ciò non per un banale “famolo strano” ma perché qui certe cose sono provate e riprovate e il risultato è garantito. La cacio, pepe, menta (piatto delizioso frutto di un mix di pecorini sardi diversi e un extravergine di prima spremitura) è proposto con un Sauternes giovane. Ma se partiamo così, come proseguiamo? Col muggine del golfo di Oristano  abbinato a una Vernaccia di Oristano con qualche anno sulle spalle, con la parte ossidativa in evidenza al naso e in bocca, su murruai viene chiamato nell’oristanese. E così si va avanti con tanti vini serviti al bicchiere, la bottiglia rarissima pescata da una carta non immensa ma pensata, ragionata, vissuta con estrema passione.

Paul Giamatti e Thomas Haden Church in una scena di Sideways, film del 2004

La vecchia Vernaccia di Oristano che ispirò Sideways

E poi le vecchie annate, tante, che arrivano grazie alla prima avventura di Josto (quando era Al Vicolo, Oristano), passate per l’altro Josto (al Duomo, quando si trasferì all’hotel Duomo, sempre a Oristano) e arrivate infine nel capoluogo sardo per entrare nella falegnameria. Un giorno di tanti anni fa entrò da Josto un vecchio amico di Fais. Voleva bere una vecchia Vernaccia di Oristano e, conoscendo la passione del titolare verso la tipologia, chiese cosa avesse di veramente vecchia. Ho una Riserva ’88, di Josto Puddu, azienda che non esiste più, disse Pierluigi. Cosa aspetti ad aprirla, ribatté l’amico. Bisogna trovare l’occasione giusta, affermò lo chef. Aprire una bottiglia del genere è l’occasione, sentenziò. La bottiglia venne aperta e quella stappata – si dice – ispirò il regista di Sideways. Finì abbinata a una grande bottarga di muggine: da lì la strada per certi abbinamenti e bevute è segnata…???????

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La più autorevole guida del settore dell’enologia italiana giunge quest’anno alla sua 37sima edizione. Vini d’Italia è il risultato del lavoro di uno straordinario gruppo di degustatori, oltre sessanta, che hanno percorso il Paese in lungo e in largo per selezionare solo i migliori: oltre 25.000 vini recensiti prodotti da 2647 cantine. Indirizzi e contatti, ma anche dimensioni aziendali (ettari vitati e bottiglie prodotte), tipo di viticoltura (convenzionale, biologica, e biodinamica o naturale), informazioni per visitare e acquistare direttamente in azienda, sono solo alcune delle indicazioni che s’intrecciano con le storie dei territori, dei vini, degli stili e dei vignaioli. Ogni etichetta è corredata dall’indicazione del prezzo medio in enoteca, delle fasce di prezzo, e da un giudizio qualitativo che si basa sull’ormai famoso sistema iconografico del Gambero Rosso: da uno fino agli ambiti Tre Bicchieri, simbolo di eccellenza della produzione enologica. che quest’anno sono 498.

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